Papa Leone esprime "profondo dolore" per la strage di cristiani in Congo
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Redazione Esteri
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Nella notte tra il 26 e il 27 luglio, un attacco terroristico ha insanguinato il villaggio di Komanda, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, dove oltre quaranta cristiani sono stati uccisi mentre partecipavano a una veglia di preghiera nella chiesa cattolica di Bienheureuse-Anuarite. Altri sono stati massacrati nelle loro case da miliziani legati all’estremismo islamista, riconducibili alle Forze Democratiche Alleate (ADF), gruppo che da anni semina terrore nella regione e che ha giurato fedeltà allo Stato Islamico.
Papa Leone, durante l’udienza generale in piazza San Pietro, ha espresso ancora una volta il suo "profondo dolore" per quella che ha definito una "brutale aggressione". "Affido le vittime all’amorevole misericordia di Dio", ha detto il pontefice, aggiungendo una preghiera per i feriti e per tutti i cristiani che nel mondo subiscono violenze e persecuzioni. Senza entrare nel merito delle responsabilità politiche, ha tuttavia esortato chi detiene il potere, a livello locale e internazionale, a fare di più per prevenire tragedie simili.
La strage si inserisce in un contesto già segnato da instabilità e conflitti, dove le milizie armate continuano a operare nonostante i fragili accordi di pace. Don Davide Marcheselli, missionario originario di Bologna e attivo nel Sud Kivu, ha lanciato un appello ai giovani riuniti a Roma per il Giubileo, invitandoli a non dimenticare i loro coetanei che, in Paesi come il Congo, vivono sotto la minaccia costante della violenza. "Non potranno radunarsi liberamente né viaggiare", ha sottolineato, ricordando come la libertà di culto e movimento sia ancora un privilegio negato a molti.




