Goma in fiamme, paura per il laboratorio di Ebola

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   A Goma, città situata nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, la situazione è drammatica. Gli ospedali sono sopraffatti dai feriti, mentre per le strade giacciono centinaia di corpi senza vita. La città è al centro di violenti scontri tra l'esercito nazionale congolese e i ribelli M23, sostenuti dal Ruanda con almeno 3.500 soldati. Nella sola giornata di lunedì 27 gennaio, i combattimenti hanno provocato la morte di almeno 17 persone e il ferimento di altre 370.

Il direttore regionale del CICR Africa, Patrick Youssef, ha lanciato l'allarme da Ginevra per la sicurezza del laboratorio di Goma, che si trova in piena emergenza sanitaria. La paura di una possibile fuga del virus Ebola, con conseguenze impensabili, è concreta. La città è messa a ferro e fuoco, con ambasciate estere prese d'assalto, banche e supermercati svaligiati e manifestazioni nelle principali piazze della capitale Kinshasa.

Il Ruanda è accusato di voler conquistare una parte della Repubblica Democratica del Congo, territorio ricco di minerali. A Kinshasa, all'estremità opposta del paese, manifestanti hanno attaccato le ambasciate del Ruanda, della Francia, del Belgio e degli Stati Uniti. Anche l'aeroporto di Goma è sotto assedio. Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha conferito oggi con il presidente del Ruanda Paul Kagame per discutere sulle violenze in corso.

La rabbia esplode a Kinshasa per l'inerzia della comunità internazionale di fronte all'avanzata dei ribelli dell'M23. Migliaia di manifestanti attaccano le ambasciate di Francia, Belgio, Kenya e Uganda, accusando il governo di Kigali di alimentare il conflitto.

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