Ebola, la circolare del ministero della Salute e i cinque livelli di rischio per i viaggiatori
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Redazione Salute
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Nell’emergenza sanitaria determinata dal focolaio di virus Bundibugyo – una variante particolarmente insidiosa legata all’Ebola, per la quale l’Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale – il ministero della Salute, di concerto con la Protezione Civile, ha messo a punto un sistema di controllo articolato su cinque livelli di rischio.
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Chiunque arrivi in Italia, direttamente o indirettamente, dalla Repubblica Democratica del Congo o dall’Uganda, oppure abbia soggiornato in quelle aree nei ventuno giorni precedenti l’ingresso nel territorio nazionale, è tenuto a compilare, firmare e inviare una dichiarazione al Dipartimento di prevenzione della Asl di residenza o domicilio entro ventiquattro ore dall’arrivo. giornaledellumbria
L’obbligo, chiarisce la circolare pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 maggio, vale anche in assenza di sintomi e si applica a tutti i mezzi di trasporto, senza distinzione tra voli commerciali, navi o altri vettori.
Le Regioni, da parte loro, devono garantire la massima diffusione della modulistica e degli indirizzi email cui inviare l’autodichiarazione, mentre ai vettori aerei, agli armatori e ai gestori portuali spetta il compito di fornire i moduli ai passeggeri prima dell’ingresso in Italia. giornaledellumbria
I cinque livelli di precauzione e la sorveglianza attiva
La circolare allegata all’ordinanza – che resterà in vigore per centoventi giorni – introduce una vera e propria scaletta comportamentale, basata su una valutazione incrociata di due parametri: la provenienza da aree di “specifica attenzione” (dove cioè è documentata la trasmissione del virus) e il tipo di esposizione eventualmente subita durante il soggiorno nei Paesi coinvolti. giornaledellumbria
Per i viaggiatori asintomatici che non sono stati in aree a rischio e non riferiscono esposizioni particolari, il livello è definito “molto basso” e prevede solo un’attività di educazione sanitaria con i riferimenti della Asl; salendo di un gradino, il rischio “basso” comporta un automonitoraggio quotidiano – inclusa la rilevazione della temperatura – con almeno un contatto di verifica da parte del Dipartimento di prevenzione. giornaledellumbria
Nel caso invece si sia soggiornato in un’area di attenzione ma senza esposizioni a rischio, scatta il livello “moderato”: sorveglianza attiva giornaliera, obbligo di comunicare eventuali spostamenti fuori Regione e contatti quotidiani con le autorità sanitarie fino al ventunesimo giorno. giornaledellumbria
Le misure diventano restrittive con il livello “alto”, rivolto a chi proviene da aree sorvegliate e ha avuto esposizioni non ad alto rischio, poiché in questa fascia è prevista la quarantena obbligatoria con monitoraggio giornaliero; infine, per l’esposizione ad alto rischio, il livello “molto alto” attiva il trasporto in biocontenimento e il trasferimento immediato all’ospedale Spallanzani di Roma, centro di riferimento nazionale. giornaledellumbria
L’hub sanitario di Fiumicino e la gestione dei sintomi a bordo
Un passaggio operativo di particolare rilevanza riguarda la gestione dei passeggeri sintomatici a bordo di velivoli diretti in Italia.
Se durante il volo un passeggero o un membro dell’equipaggio – che abbia soggiornato nei due Paesi africani nei ventuno giorni precedenti – manifesta febbre (con soglia fissata a 38,6 gradi), cefalea intensa, vomito, diarrea o manifestazioni emorragiche, è tenuto a segnalarlo immediatamente al personale di volo. giornaledellumbria
In quella circostanza, l’aereo potrà atterrare esclusivamente presso l’aeroporto sanitario di Fiumicino, unico scalo autorizzato per queste evenienze, dove gli uffici dell’Usmaf (Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera) attiveranno le procedure di isolamento temporaneo e valutazione clinica. giornaledellumbria
Le stesse linee guida raccomandano ai viaggiatori che dovessero accusare sintomi durante i ventuno giorni di sorveglianza di non recarsi autonomamente in ospedale, ma di autoisolarsi immediatamente, evitare qualsiasi contatto e chiamare il numero unico di emergenza 112 o 118. giornaledellumbria
Nel documento si legge inoltre che il viaggio o la provenienza da un Paese interessato non costituiscono da soli un criterio sufficiente per classificare una persona come caso sospetto: la decisione, spiegano gli esperti, deve basarsi su una valutazione integrata del quadro clinico, della storia di viaggio e delle esposizioni riferite. giornaledellumbria
La situazione sul terreno e le dichiarazioni di Oms e Msf
Mentre in Italia si affinano le procedure di controllo, il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è atterrato a Bunia, capoluogo della provincia di Ituri, per rendersi conto di persona della gravità di un’epidemia che l’Oms ha definito “molto complessa”. giornaledellumbria
Ad accoglierlo, una realtà drammatica: secondo i dati raccolti dal centro operativo per le emergenze della Repubblica Democratica del Congo, si contano oltre mille casi sospetti e più di duecento decessi sospetti, con una diffusione del virus che sembra aver superato per rapidità la capacità di risposta delle strutture locali. giornaledellumbria
Il dottor Alan Gonzalez, vicedirettore delle operazioni di Medici Senza Frontiere, nel corso della visita nella medesima area ha dichiarato che mai prima d’ora un’epidemia di Ebola aveva registrato così tanti casi in così poco tempo dalla dichiarazione ufficiale; la situazione, ha aggiunto, è “profondamente allarmante” e rappresenta una legittima fonte di preoccupazione sia per la popolazione sia per il personale sanitario in prima linea. giornaledellumbria
A complicare ulteriormente il quadro, l’assenza di vaccini o trattamenti specifici approvati per il ceppo Bundibugyo, unita a una capacità di testing ancora largamente insufficiente – centinaia di campioni, spiega Msf, giacciono ancora in attesa di essere analizzati nei laboratori – e alle difficoltà di accesso alle aree colpite, dove operano anche gruppi armati e la popolazione sfollata è numerosa. giornaledellumbria




