Licia Colò replica a Camila Raznovich: “Mai insinuato che assumesse sostanze”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   A undici anni di distanza, il passaggio di consegne alla guida di “Kilimangiaro” torna a far discutere, riaccendendo un dibattito che sembrava sopito. L’occasione è stata l’intervista concessa da Camila Raznovich a “La Confessione”, il programma di Peter Gomez, durante la quale la conduttrice ha rievocato, non senza una certa amarezza, le reazioni seguite alla sua nomina. Raznovich, che nel 2014 rilevò il programma ideato dalla stessa Colò, ha fatto riferimento a dichiarazioni che, all’epoca, avrebbero potuto lasciare intendere ben più di un semplice disappunto per la sostituzione. Una ricostruzione che ha spinto Licia Colò a una replica immediata e puntuale, diffusa attraverso i suoi canali social, dove ha voluto chiarire la propria posizione in maniera netta.

La replica social di Colò

Con un post diretto, Licia Colò ha respinto con forza quanto emerso dalla trasmissione di Rai3, specificando di non aver mai voluto insinuare nulla sulla condotta personale della collega. “Mi fa sorridere che ancora si parli di questo”, ha affermato, sottolineando come la querelle, a distanza di un decennio, le appaia ormai superata. Le sue parole, ha precisato, erano state riportate in modo tale da generare un equivoco che lei non intendeva creare. La sua attenzione, all’indomani dell’avvicendamento, era tutta concentrata sulla dolorosa perdita di un progetto al quale aveva dedicato anni di lavoro, un programma che aveva visto la luce proprio dalla sua idea originale, e non su giudizi verso la persona di Raznovich.

Le dichiarazioni che riaccendono la polemica

Nel corso dell’intervista, Peter Gomez aveva letto alcuni stralci di un’antica intervista della Colò, nella quale la conduttrice affermava: “Non ho sentimenti negativi per Camila Raznovich, ma nemmeno positivi”. Una frase, questa, che Raznovich ha commentato in studio, rivelando come quelle espressioni, all’epoca, fossero state interpretate da molti, compresa lei stessa, come un’allusione a comportamenti non professionali. La Colò, però, oggi smentisce categoricamente questa lettura, affermando che il suo era semplicemente un modo per esprimere un distacco emotivo da una situazione che l’aveva privata, suo malgrado, di un’creazione tanto sentita.

Il retroscena di un avvicendamento

Il programma “Alle falde del Kilimangiaro” rappresentava, infatti, un’opera per molti versi personale per Licia Colò, che ne aveva curato non solo la conduzione ma anche l’ideazione. La decisione della rete di procedere a un cambio alla guida, nel 2014, fu pertanto vissuta dalla conduttrice come una frattura significativa. Il suo commento, all’epoca, fu di freddezza istituzionale, un riserbo che non celava però, come lei stessa ricorda oggi, alcuna accusa diretta verso la nuova conduttrice. La vicenda, che pure ha lasciato un solco, riemerge periodicamente nei media, a testimonianza di quanto quel passaggio abbia segnato le carriere e le percezioni di entrambe le protagoniste.

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