Dazi sulle auto elettriche cinesi, l'UE approva, la Cina risponde
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Redazione Economia
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La proposta della Commissione europea di imporre dazi sulle importazioni di veicoli elettrici a batteria provenienti dalla Cina ha ottenuto il sostegno degli Stati membri dell'Unione Europea. Questo rappresenta un ulteriore passo avanti verso la conclusione dell'inchiesta antisovvenzioni condotta da Bruxelles. Parallelamente, l'Unione Europea e la Cina continuano a lavorare per trovare una soluzione alternativa che sia pienamente compatibile con le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio.
In risposta ai dazi sulle auto elettriche, la Cina ha deciso di colpire alcolici, carne, formaggi e auto di grossa cilindrata provenienti dall'Europa. L'obiettivo di Pechino è chiaramente quello di fare pressione sull'Europa affinché riveda i dazi entro il 30 ottobre, giorno della loro pubblicazione ufficiale. La prima mossa cinese riguarda il settore dei distillati, con l'introduzione di imposte extra provvisorie comprese tra il 30,6% e il 39%, oltre all'obbligo di deposito cauzionale alla dogana.
L'Unione Europea ha respinto la proposta del governo cinese di fissare un prezzo minimo di vendita per i veicoli elettrici importati e fabbricati in Cina pari a 30mila euro. Secondo fonti ben informate, questa decisione testimonia la difficoltà delle trattative in corso, che mirano a evitare l'imposizione di tariffe aggiuntive da parte dell'UE nel prossimo mese. Già un mese fa, la Commissione europea aveva dichiarato di aver respinto le offerte di prezzo minimo avanzate dai produttori di veicoli elettrici in Cina, nell'ambito dell'indagine sulle sovvenzioni che ha trascinato Pechino e l'Unione Europea in quella che è considerata la loro più grande controversia commerciale degli ultimi dieci anni.
Il commissario europeo all'Economia, Paolo Gentiloni, ha commentato la decisione della Cina di imporre dazi sul brandy importato dall'UE, in risposta ai dazi che l'Unione potrebbe adottare entro fine mese sui veicoli a trazione elettrica prodotti in Cina. Gentiloni ha sottolineato che la Commissione Europea ha condotto un'indagine seria riguardante i rischi di sovrapproduzione in alcuni settori e ha adottato decisioni appropriate e proporzionate.




