Milo Manara, tra donne e amicizie illustri: a Venezia il docufilm per gli 80 anni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Milo Manara, il cui primo ricordo grafico – come ama spesso raccontare – è legato a un meticoloso disegno di un asinello del presepe, è stato celebrato alla 82esima Mostra del Cinema di Venezia con la presentazione del documentario a lui dedicato, semplicemente intitolato «Manara». L’opera, diretta da Valentina Zanella e prodotta dalla veronese K+ di Nicola Fedrigoni, con la collaborazione ai testi di Tito Faraci e Federico Fava, delinea il ritratto di un artista che, compiuti ottant’anni lo scorso 12 settembre, ha scolpito nell’immaginario collettivo un tratto inconfondibile.
La pellicola, il cui progetto è nato da un team veneto proprio per omaggiare il traguardo anagrafico del maestro, si avvale di un corposo parterre di voci fuori campo – tra le quali spiccano quelle, ormai storiche, di Federico Fellini e di Hugo Pratt – oltre che di interventi contemporanei come quelli di Paolo Conte, Vincenzo Mollica, Nicola Piovani, David Riondino, e delle scrittrici Luisa Manara e Valeria Parrella. Personalità eterogenee, tutte tuttavia accomunate da un legame di stima e affetto con il disegnatore, unite dalla medesima ammirazione per la sua cifra stilistica unica.
Proiettato in anteprima giovedì alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, dopo la presentazione al Lido, il docufilm – la cui distribuzione è affidata alla stessa K+ – verrà riproposto al cinema Fiume di Verona prima di approdare, da lunedì, nel circuito cinematografico nazionale. Il racconto per immagini, evitando agiografie, si concentra sull’uomo e sull’artista, esplorando le amicizie illustri che ne hanno costellato la carriera e la passione per il disegno che lo ha reso celebre in tutto il mondo.




