Estate 2026 tra le più calde di sempre, ma il record del 2003 resiste. Giuliacci: «Possibile svolta dopo Ferragosto»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’estate 2026 si conferma tra le più calde degli ultimi decenni, una stagione che, con ogni probabilità, si guadagnerà un posto di rilievo nella classifica delle temperature record. E tuttavia, almeno per il momento, il primato assoluto dell’eccezionale estate del 2003 non sembra essere seriamente in discussione; a gettare un po' d'acqua sul fuoco delle celebrazioni premature è stato il meteorologo Mario Giuliacci, il colonnello dell'Aeronautica militare noto al grande pubblico per i suoi interventi in tv, che nel corso della trasmissione televisiva «4 di Sera» ha invitato alla prudenza.

Il monito di Giuliacci: «È una falsità, l'estate non è finita»

«Questa estate già viene definita la più calda di sempre e questo attualmente per me è una falsità», ha osservato con decisione Giuliacci, rammentando che dal punto di vista climatologico la stagione estiva comprende i mesi di giugno, luglio e agosto e termina quindi il 31 agosto.

«Abbiamo ancora tutto agosto davanti: come si fa a dire che questa è l’estate più calda di sempre?», si è chiesto retoricamente l'esperto, il quale ha poi aggiunto una riflessione che aiuta a mettere a fuoco la portata del cambiamento in atto: dopo il 2003, le tre estati più calde di sempre sono state quelle del 2022, del 2024 e del 2025, un dato che la dice lunga sulla tendenza ormai inequivocabile delle nostre estati.

Pur prevedendo che il 2026 si collocherà con ogni probabilità al terzo o quarto posto della graduatoria storica, Giuliacci ha escluso con decisione che possa insidiare il primato del 2003, anche perché le previsioni indicano un possibile cedimento dell’anticiclone dopo Ferragosto, con l'arrivo di aria più fresca di origine atlantica e conseguenti temporali.

I numeri del caldo: il record dei 37 giorni roventi è già stato eguagliato

Nonostante le cautele del colonnello, le rilevazioni scientifiche della banca dati climatologica del CNR-ISAC (Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima) evidenziano una deriva climatica inequivocabile. Le anomalie termiche positive e le ondate di calore prolungate stanno ridefinendo i record storici del nostro Paese, consolidando un trend di riscaldamento accelerato che non trova riscontri nei secoli passati.

A confermarlo, i numeri: dopo aver conquistato il record del luglio più caldo, abbinato anche al bimestre giugno-luglio più caldo, già lo scorso 7 agosto si sono raggiunti i 37 giorni roventi, ovvero quelli con temperatura massima uguale o superiore a 34 gradi, un primato che apparteneva all’estate 2003. E, con ogni probabilità, già oggi si dovrebbe arrivare al primato assoluto con 38 giorni da bollino rosso.

Il confronto con l'estate 2003 e lo scenario futuro

La sfida con il passato, tuttavia, non si gioca solo sul numero di giornate afose. Per superare il record della temperatura quotidiana più alta, ad esempio, bisognerà vedersela con il muro dei 40,2 gradi toccati il 5 agosto 2003 nel centro storico di Lucca, un primato che resiste da ben 23 anni.

Più incerta, invece, la partita sulla temperatura media mensile di agosto: nel 2003, grazie ai 20 giorni con temperature massime di 34 o più gradi, si arrivò a quota 28,0 gradi, mentre in questo 2026, dopo la prima settimana, la media si attestava a 28,6 gradi, anche se difficilmente potrà reggere a lungo. A complicare il quadro, inoltre, c'è la possibilità concreta di una svolta dopo Ferragosto: le proiezioni indicano che l'ondata di caldo potrebbe cessare intorno al 15 agosto, con un brusco abbassamento delle temperature.

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