Urgnano, aggredisce l'ex compagna a forbiciate davanti al figlio di 4 anni: arrestato per tentato omicidio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Ancora un episodio di violenza domestica che sfiora il femminicidio, questa volta a Urgnano, nella Bassa Bergamasca. Un uomo di origine marocchina è stato arrestato per tentato omicidio dai carabinieri della stazione locale per aver aggredito la ex compagna con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici in acciaio, colpendola al collo, al torace e alle braccia. L'aggressione è avvenuta davanti al figlio della coppia, un bambino di quattro anni, all'interno dell'abitazione in cui la donna vive con il piccolo.

I fatti risalgono alla notte tra il 20 e il 21 settembre. I carabinieri di Urgnano sono intervenuti intorno all'una di notte insieme ai sanitari del 118, che hanno prestato i primi soccorsi alla donna trovata riversa a terra presso l'ingresso di casa, con ferite profonde da taglio. La vittima, una cittadina italiana, è stata trasportata d'urgenza in codice giallo all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove le sono state riscontrate lesioni multiple e penetranti al collo, al torace e alle braccia.

Le sue condizioni si sono aggravate nel corso delle ore successive, rendendo necessario il ricovero in terapia intensiva, dove si trova in pericolo di vita.

Secondo quanto emerso dai rilievi effettuati sulla scena e dalle testimonianze raccolte, la donna è stata aggredita dall'ex compagno con una lama appuntita ricavata da un paio di forbici. Il bambino di quattro anni, presente al momento della violenza, è stato portato in salvo da una persona che abita nello stesso stabile, la quale lo ha condotto nel proprio appartamento prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. Il piccolo è stato successivamente affidato ai nonni materni.

Dopo l'aggressione, l'uomo si è allontanato a piedi dall'abitazione, ma è stato rintracciato e bloccato dai militari a breve distanza, nei pressi di un santuario. Al momento del fermo aveva ancora le mani sporche del sangue della ex compagna e non ha opposto resistenza, ammettendo le proprie responsabilità. L'uomo, già indagato in passato per rapina, lesioni personali e spaccio di stupefacenti, era destinatario di un provvedimento del Tribunale per i Minorenni che gli vietava l'avvicinamento alla casa e ai luoghi frequentati dal figlio minore.

Alle due e mezza di notte, in considerazione della gravità delle lesioni riportate dalla donna e dell'idoneità dell'azione a cagionare la morte, l'uomo è stato dichiarato in stato di arresto in flagranza di reato per l'ipotesi di tentato omicidio. Su disposizione del pubblico ministero della Procura di Bergamo, è stato trasferito in carcere. Al termine dell'udienza di convalida, il giudice per le indagini preliminari ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere.

L'episodio di Urgnano rientra nel quadro delle aggressioni in ambito familiare che continuano a verificarsi con frequenza in Italia. Le forze dell'ordine intervengono regolarmente su segnalazioni di violenze domestiche, spesso consumate tra le mura di casa e alla presenza di minori. Il provvedimento di divieto di avvicinamento alla casa e ai luoghi frequentati dal figlio, già emesso nei confronti dell'indagato, rappresenta uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per prevenire il reiterarsi di condotte aggressive.

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