Una forza navale occidentale nel Mar Rosso per contrastare gli attacchi Houthi ai mercantili

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Le milizie scite yemenite Houthi dello Yemen, sostenute dall'Iran, hanno minacciato il 16 dicembre di continuare ad attaccare le navi mercantili in transito nello stretto ritenute in qualche modo collegate a Israele a sostegno della causa palestinese e finché non cesseranno le operazioni israeliane nella Striscia di Gaza. Questa situazione ha portato a una crisi nel Mar Rosso, con attacchi e sequestri ai mercantili in transito da parte degli Houthi, che stanno diventando sempre più gravi.

Inizialmente, gli attacchi erano diretti contro obiettivi israeliani o sauditi, ma ora riguardano tutto il traffico marittimo nell'area meridionale del Mar Rosso, compreso quello riconducibile ad interessi italiani. Questo ha avuto ripercussioni sul mercantile "Palatium III" della Ignazio Messina ed alla "MSC Alanya". L'Italia, con 2000 transiti di mercantili di bandiera o gestiti da operatori marittimi italiani, è tra i primi ad utilizzare la via d'acqua che congiunge, attraverso il Canale di Suez e lo Stretto di Bab el Mandeb, il Mediterraneo con il Corno d'Africa, il Golfo di Aden ed i quadranti del Golfo Persico e dell'Oceano Indiano.

L'Autorità egiziana del Canale di Suez ha dichiarato di "monitorare attentamente l'impatto delle tensioni nel Mar Rosso dopo i recenti attacchi degli Houthi dello Yemen alle navi nella parte meridionale del bacino". Oggi, domenica 17 dicembre, 77 navi hanno attraversato il Canale, comprese alcune navi appartenenti a compagnie di navigazione che avevano annunciato deviazioni temporanee.

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