Lavoro nero in Italia: Landini chiede un cambio di rotta

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Maurizio Landini, segretario della Cgil, ha recentemente sollevato la questione del lavoro nero in Italia, sottolineando che sono circa 3 milioni le persone costrette a lavorare in nero nel Paese. Questo fenomeno non riguarda solo il settore agricolo, ma tutti i settori e l'intero territorio nazionale.

In risposta a questa situazione, la Cgil ha organizzato una manifestazione a Latina contro il caporalato, un sistema di sfruttamento lavorativo che colpisce soprattutto i lavoratori stranieri. La manifestazione è stata promossa in seguito alla tragica morte del bracciante indiano Satnam Singh.

Durante la manifestazione, Landini ha criticato la legge Bossi-Fini, definendola una legge assurda che va cancellata. Secondo il segretario della Cgil, questa legge crea clandestinità, in quanto solo al 20% di coloro che vengono in Italia per lavorare viene concesso il permesso di soggiorno. Questo porta a condizioni di sfruttamento, di clandestinità e anche di condizioni di vita demenziali per i lavoratori stranieri.

Landini ha proposto di riconoscere il permesso di soggiorno a chi è in cerca di occupazione, perché questo gli darebbe il permesso di esistere.

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