La seconda puntata di Scherzi a parte e le sue vittime illustri: da Selvaggia Lucarelli a Claudio Amendola, passando per Samira Lui

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La messa in onda della seconda puntata di “Scherzi a parte”, andata in scena lunedì 9 marzo su Canale 5 con la conduzione di Max Giusti, ha offerto al pubblico un variegato campionario di reazioni, alcune delle quali particolarmente intense, scaturite dalle beffe architettate dagli autori del programma. Tra i vip finiti nel mirino delle candid camera, e poi ospiti in studio per rivedere insieme al conduttore i filmati delle proprie disavventure, c’erano nomi noti del panorama dello spettacolo e non solo: Selvaggia Lucarelli, opinionista di questa edizione del “Grande Fratello Vip”, il cantante Ermal Meta, l’attore Claudio Amendola, il volto storico di “Temptation Island” Filippo Bisciglia, la showgirl Samira Lui e il virologo Matteo Bassetti. La regia di Roberto Cenci ha orchestrato una serata in cui Giusti, affiancato per l’occasione dalla stessa Lui in un ruolo che ricordava quello di co-conduttrice già sperimentato con Lorella Cuccarini nella prima puntata, ha introdotto i vari servizi con i suoi celebri monologhi e le sue imitazioni, tra cui quelle di Alessandro Borghese e Cristiano Malgioglio, creando così un continuum tra la finzione dello scherzo e la complicità del dopo.

La passione di Selvaggia Lucarelli per i gatti trasformata in un momento di autentica disperazione

Particolarmente toccante, seppur nel contesto di uno scherzo televisivo, è risultata la prova vissuta da Selvaggia Lucarelli, la cui nota passione per i gatti è stata abilmente sfruttata dai produttori del programma con la complicità del fidanzato Lorenzo Biagiarelli. La giornalista, durante una sosta in un’area di servizio, è stata avvicinata da una donna che, fingendosi una padrona disperata, sosteneva di aver smarrito il proprio gatto, fuggito dalla gabbietta. L’ansia crescente di Lucarelli, la sua immediata e istintiva volontà di aiutare nella ricerca, e la conseguente frustrazione nell’impresa vana, l’hanno portata a un pianto dirotto e sincero, un cedimento emotivo che ha mostrato un lato inedito e vulnerabile della sua personalità pubblica, solitamente più incline al ruolo di giudice e opinionista spigolosa. Il meccanismo dello scherzo, incentrandosi su un elemento così intimo e personale come l’amore incondizionato per gli animali, ha scatenato una reazione viscerale che ha spiazzato la stessa Lucarelli, la quale in studio ha poi commentato l’accaduto visibilmente ancora scossa dall’ondata di panico provata nel vedere la presunta smarrimento del felino.

Samira Lui tra accuse improbabili e la maschera di una santità costruita in trasmissione

Se per Lucarelli lo scherzo ha giocato sulle corde della sensibilità, per Samira Lui la messinscena ha assunto i contorni di un incubo a sfondo giudiziario, con una teatralità che alcuni osservatori hanno giudicato fin troppo edulcorata. La giovane showgirl, attualmente impegnata al fianco di Gerry Scotti ne “La ruota della fortuna”, è stata fatta oggetto di una finta irruzione della polizia negli studi televisivi, con una commissaria che la sottoponeva a un interrogatorio per reati gravi e del tutto immaginari come lo spaccio di stupefacenti e il riciclaggio di denaro. Tuttavia, come rilevato da alcune analisi critiche della puntata, la narrazione che accompagnava il filmato, densa di agiografici commenti in voice over sulle sue presunte virtù e sul suo status di “più amata dagli italiani”, ha finito per costruire intorno a lei un’aura da santina laica, quasi a volerla proteggere dall’onta delle infamanti accuse messe in scena, con l’effetto paradossale di attenuare la crudele comicità dello scherzo per esaltarne invece la figura immacolata. Un trattamento, questo, che ha sollevato più di un dubbio sulla reale natura della beffa, apparsa a tratti funzionale più alla costruzione di un personaggio televisivo che alla genuina messa alla prova del medesimo.

Le reazioni contrastanti di Ermal Meta, Claudio Amendola e Filippo Bisciglia

Sul versante opposto, la prova più riuscita e sorprendente della serata è stata probabilmente quella che ha coinvolto Ermal Meta. Il cantante, noto per la sua compostezza e i suoi testi profondi, è stato letteralmente trascinato in un vortice di eventi notturni: rientrato in albergo dopo un concerto, ha visto la sua assistente rimanere bloccata in ascensore, per poi dover subire le angherie e gli insulti di finti tecnici della manutenzione. Lasciato solo in corridoio in pigiama e a piedi nudi, nel cuore della notte e al freddo, con la tesseramagnetizzata della stanza che non funzionava più e la crescente preoccupazione per la sorte della collaboratrice che non rispondeva, Meta ha dato libero sfogo a un repertorio di imprecazioni in pugliese stretto che ha svelato un temperamento vulcanico e del tutto inedito per il grande pubblico. Diversa, invece, la reazione di Claudio Amendola, ormai veterano del programma essendo stato vittima già in passato: lo scherzo a lui riservato, incentrato su una finta ispezione igienico-sanitaria nel suo ristorante, lo ha visto passare da una calma apparente a un atteggiamento minaccioso, capace di incutere timore senza mai alzare la voce, in una dimostrazione di fermezza che ha confermato la sua indole decisa. Filippo Bisciglia, dal canto suo, si è ritrovato proiettato in un dramma familiare, con il cugino che, dopo un malessere, veniva ricoverato in psichiatria, costringendolo a destreggiarsi tra i vaneggiamenti del parente, convintosi di essere un cantante, e la presenza di un altro paziente catatonico che urlava “Ada” senza sosta.

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