Scherzi a parte, la seconda puntata tra lacrime, risse sfiorate e il ritorno di una vecchia fiamma
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C'era una volta l'amore, e poi ci sono gli scherzi, quelli che a volte si rivelano più veri di quanto si possa immaginare. Nella seconda puntata di Scherzi a parte, andata in onda su Canale 5, il vero colpo di scena non è stato tanto la macchina delle candid camera, quanto il faccia a faccia tra Max Giusti e Selvaggia Lucarelli, ex compagni per circa sette anni a cavallo tra i due millenni. Un passato che non è mai stato un tabù, e che ieri sera è tornato a galla con la naturalezza di chi, evidentemente, ha archiviato la storia senza lasciare macerie. Giusti, dal suo scranno di conduttore, non ha potuto esimersi dal pungolare l'opinionista, reduce dalla sua personale esperienza di "vittima" di uno scherzo definito senza mezzi termini "bastardo". E lei, la Lucarelli, fedele alla sua reputazione di persona che non le manda a dire, ha risposto con battute taglienti chiedendo conto all'ex dei suoi ricordi, in un botta e risposta che ha tenuto banco per diversi minuti. Poco importa se oggi lui è sposato con Benedetta Bellini e lei è legata a Lorenzo Biagiarelli, con tanto di presunte nozze in vista: in studio, per una sera, la complicità di un tempo ha fatto capolino, regalando al pubblico un'anteprima di quello che sarà, forse, il suo sbarco al Grande Fratello Vip, ruolo per il quale Giusti l'ha invitata ad accomodarsi su uno sgabello per sgranchirsi in vista dell'impegno.
Samira Lui incanta, ma la regia la santifica e lo studio le fa da corona
Se la Lucarelli ha portato in dote il pathos del rapporto con il conduttore, Samira Lui ha dovuto vedersela con un meccanismo opposto: quello della celebrazione. La giovane, già protagonista al fianco di Gerry Scotti, è stata chiamata a condividere il palco con Max Giusti, ripetendo l'esperimento già fatto con Lorella Cuccarini nella prima puntata. Peccato che, nella messa in onda, la sua partecipazione abbia assunto i contorni di un'agiografia fin troppo marcata. La voce narrante, quella che dovrebbe sottolineare i momenti di imbarazzo o di ingenuità delle vittime, si è trasformata in un megafono di lodi sperticate, rimarcando a più riprese quanto Samira sia amata dal pubblico e quanto abbia segnato la storia della televisione. Un trattamento che ha rischiato di appiattire il personaggio, riducendola a un sorriso compiacente e a un'eco delle battute di Giusti, senza che emergesse una reale capacità di reggere il palcoscenico in autonomia. La sensazione, insomma, è che si sia voluto confezionare un prodotto già pronto per il prime time, confezionandola in un ruolo che le calza addosso come un vestito di alta moda, ma che forse non le appartiene del tutto.
Claudio Amendola e la furia controllata: una rissa sfiorata senza alzare la voce
Tra le vittime di puntata, c'è anche chi ha mostrato i muscoli, o meglio, chi ha sfoderato una minaccia silenziosa ma percepibile. Claudio Amendola, ormai veterano del programma (questa sarebbe la quarta volta che ci casca), si è ritrovato al centro di un'ispezione nel suo ristorante. Lui, che di carattere ne ha da vendere, non ha deluso le aspettative: la sua reazione è stata quella di un uomo pronto a difendere il suo territorio, capace di risultare minaccioso senza mai dover alzare la voce, una qualità che pochi possono vantare e che gli è valsa un sette nelle pagelle dei critici. Dall'altra parte dello spettro emotivo, invece, si è collocato Filippo Bisciglia, che ha vissuto momenti di autentico smarrimento. Lo show gli ha teso una trappola crudele: un finto malore del cugino, un ricovero in ospedale e il progressivo scoprirsi in un reparto di psichiatria, circondato da pazienti che vaneggiano e cantano a squarciagola "Cinque Giorni" di Michele Zarrillo. La sua reazione, però, è stata sorprendentemente pacata: ha retto l'urto con una calma che pochi gli avrebbero riconosciuto, meritando un otto pieno.
Ermal Meta e il lato inedito: il pugliese stretto come arma di difesa notturna
Ma la palma di scherzo più riuscito della serata, secondo i commenti, spetta probabilmente a Ermal Meta. Il cantante, abituato a interpretazioni misurate e profonde, è stato letteralmente spellato dagli autori. L'hanno lasciato a piedi nudi e in pigiama nel corridoio di un hotel nel cuore della notte, con l'assistente bloccata in ascensore e un gruppo di finti tecnici che lo insultavano. Il risultato? Un Meta trasformato, che ha abbandonato la compostezza per lasciar spazio a un fiume di imprecazioni in pugliese stretto, regalando al pubblico un lato di sé completamente inedito. Ecco, forse è proprio questo l'obiettivo di uno scherzo che funziona: tirare fuori ciò che di solito rimane nascosto, come ha fatto anche Matteo Bassetti, il virologo finito su un campo da padel con un avversario cafone e molesto. Lui, però, ha pagato lo scotto di una regia poco attenta all'audio, che ha reso la sua esplosione di rabbia meno godibile del dovuto, nonostante la promessa di "bucargli la testa" abbia comunque fatto il giro del web.




