La superluna del Castoro illumina la notte, la più brillante degli ultimi sei anni
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Gli occhi di osservatori casuali e di appassionati astronomi, in queste sere di inizio novembre, sono stati irresistibilmente catturati da un evento celeste che ha offerto uno spettacolo di rara intensità. Quella che viene comunemente definita una "superluna", un fenomeno che si verifica quando il nostro satellite si trova nel punto più vicino alla Terra lungo la sua orbita, il perigeo, ha infatti raggiunto una luminosità e una dimensione apparente che non si registravano da ben sei anni. Il suo disco, pieno e maestoso, ha solcato i cieli di tutto il mondo, da quelli australi a quelli boreali, imponendosi con una presenza che ha quasi sfidato le luci artificiali delle città.
Uno spettacolo globale
Mentre nell'emisfero australe, sopra la celebre Bondi Beach a Sydney, migliaia di persone si radunavano per assistere a quello che è stato definito l'esemplare più grande del 2025, anche in Italia l'evento non è passato inosservato. Lungo il lungomare di Bari, per esempio, l'astro notturno è emerso dal mare regalando attimi di puro stupore, come quello colto in uno scatto che ritrae un ragazzo con lo sguardo incantato, fisso verso il cielo illuminato. Un'emozione che, come qualcuno ha sottolineato, rappresenta un bisogno profondo dell'animo umano, soprattutto in periodi in cui la meraviglia sembra essere una risorsa sempre più scarsa.
La scienza del perigeo
La particolare vicinanza del nostro satellite, tecnicamente nota come "Luna piena al perigeo", è il fattore che determina questa amplificazione dello spettacolo. Il 5 novembre, l'orbita lunare ha portato il Corpo celeste a una distanza di soli 356.832 chilometri dal nostro pianeta, una cifra significativamente inferiore alla distanza media, che si aggira normalmente attorno ai 384.000 chilometri. Questa minore lontananza, che si traduce in un disco fino al 14% più grande e al 30% più luminoso rispetto a una Luna piena ordinaria, spiega l'eccezionale visibilità che ha caratterizzato l'evento, noto anche come "superluna del Castoro".
La coda della cometa
Nonostante la luce dominante della Luna, che tende a lavare il cielo notturno rendendo meno visibili gli oggetti più deboli, alcuni astrofotografi hanno colto l'occasione per immortalare anche altri fenomeni. Da Morosolo, la sera del 3 novembre, è stata ripresa la cometa C/2025 A6, detta Lemmon, la cui scia luminosa si stagliava in un cielo già fortemente illuminato dall'imminente plenilunio. La cometa, che si sta progressivamente allontanando diventando sempre più bassa sull'orizzonte al calare della sera, ha così condiviso la scena con l'attore principale della serata, aggiungendo un ulteriore tassello a un panorama astronomico già di per sé ricco.




