Yacht da otto milioni affonda in Costa Smeralda, era stato consegnato quattro giorni fa

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un altro episodio di cronaca nera, destinato a far discutere gli addetti ai lavori e non solo, ha scosso la placida estate della Costa Smeralda. Nella serata di martedì 11 agosto, un superyacht di lusso dal valore di oltre otto milioni di euro è affondato nelle acque cristalline della Gallura, a pochi giorni dalla sua consegna al nuovo armatore. L'incidente, avvenuto tra l'isola dei Cappuccini e Capo Ferro, ha visto protagonisti i 14 occupanti del natante, tutti tratti in salvo senza conseguenze fisiche, mentre il relitto giace ora adagiato su un fianco a circa sette metri di profondità.

L'incidente e le operazioni di soccorso

L'imbarcazione, identificata come Angiola II, è un Amer F100 di 30 metri, un modello di pregio che era stato consegnato al proprietario, un imprenditore italiano, appena quattro giorni prima del naufragio. Secondo una prima ricostruzione dei fatti, fornita dalla Capitaneria di Porto di La Maddalena che ha coordinato le operazioni, tutto è nato da un'avaria al motore che avrebbe innescato un principio d'incendio nel vano macchine.

L'equipaggio, composto da 14 persone tra membri dello staff e ospiti dell'armatore, non ha avuto altra scelta che abbandonare la nave in fiamme. Il trasbordo è avvenuto in modo rapido e ordinato grazie all'intervento tempestivo di altre imbarcazioni private che si trovavano in navigazione nelle vicinanze, le quali hanno accolto i naufraghi prima dell'arrivo dei soccorsi ufficiali.

Il proprietario, come si apprende, ha scelto di rimanere sul posto in attesa dell'arrivo della Guardia Costiera, mentre gli ospiti e il personale venivano accompagnati a terra a Poltu Quatu.

Lo stato del relitto e le misure di sicurezza

Lo scafo dell'Angiola II, dopo aver perso galleggiabilità, si è adagiato sul fondale marino a una profondità che rende complesse ma non impossibili le operazioni di recupero. Le autorità competenti, per scongiurare un potenziale disastro ambientale, hanno immediatamente disposto il posizionamento di panne contenitive attorno al relitto. Al momento, dalle prime ispezioni visive effettuate dai sommozzatori, non risultano fuoriuscite di carburante o altri idrocarburi in mare.

L'area rimane comunque sotto costante monitoraggio in attesa dell'arrivo di un rimorchiatore di una ditta specializzata, che sarà incaricata delle delicate manovre di recupero e rimozione del natante dalla secca per evitare che le condizioni meteo-marine possano compromettere ulteriormente lo scafo o disperdere sostanze inquinanti.

Le caratteristiche dello yacht e le indagini

L'Angiola II, che in passato era noto con i nomi di The Limbo e Arsana, rappresenta il sesto scafo della prestigiosa serie Amer F100, varato originariamente nel luglio 2020 dal cantiere italiano Permare. Con una stazza di 145 tonnellate, era spinto da quattro potenti motori Volvo Penta e poteva vantare una capienza di cinque cabine per gli ospiti, oltre agli alloggi per l'equipaggio.

La sua architettura navale era stata curata da Verme Projects, con interni firmati da Wilmotte & Associés Architectes, caratteristiche che ne facevano un gioiello della nautica da diporto. Le cause precise che hanno portato all'avaria al motore e al successivo incendio, tuttavia, sono ancora al vaglio della Capitaneria di Porto, che ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità e ricostruire con esattezza la dinamica di quanto accaduto nelle acque antistanti Capo Ferro.

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