Yacht affondato in Costa Smeralda, il relitto resta a sette metri
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Redazione Interno
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Lo yacht affondato in Costa Smeralda è ancora fermo a circa sette metri di profondità dopo il naufragio dell’Angiola II, avvenuto mercoledì 12 agosto durante la navigazione tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro. Il super panfilo di 30 metri, battente bandiera maltese e dal valore stimato di 8 milioni di euro, ha imbarcato acqua dopo un’avaria ai motori. Le 14 persone presenti a bordo, tra cui il proprietario Antonio Bettanin e alcuni amici, sono state tratte in salvo senza riportare conseguenze.
Le cause dell’affondamento dello yacht Angiola II sotto esame
L’Angiola II è in attesa di essere riportato a riva da un rimorchiatore mentre la Procura di Tempio Pausania prosegue gli accertamenti sulle cause dell’affondamento. Secondo quanto raccontato dal proprietario, l’imbarcazione si trovava ancora al porto quando si è verificata un’improvvisa e inspiegabile avaria al motore che ha provocato l’ingresso dell’acqua. L’episodio ha portato all’inabissamento del panfilo in un tratto di mare della Costa Smeralda, dove il relitto è rimasto nei giorni successivi al naufragio.
Lo yacht affondato in Sardegna appartiene alla famiglia Bettanin ed era stato acquistato pochi giorni prima da una società maltese. Quello in Costa Smeralda doveva essere il primo giro dell’imbarcazione per i vicentini, prima dell’incidente che ha costretto le persone a bordo ad abbandonare il mezzo. Le verifiche in corso dovranno chiarire la dinamica dell’avaria ai motori e gli elementi che hanno portato lo yacht di lusso a imbarcare acqua fino all’affondamento.
Chi è Antonio Bettanin, proprietario del super panfilo da 8 milioni
Il proprietario dello yacht Angiola II è Antonio Bettanin, imprenditore di Noventa Vicentina e figlio di Giovanni Bettanin, fondatore nel 1963 della Fai, la Fabbrica Attrezzature Industriali. La famiglia Bettanin è legata alla storia industriale del territorio vicentino attraverso l’azienda nata a Noventa e diventata un nome di riferimento nella produzione di macchine per il movimento terra. Il naufragio del super yacht da 30 metri ha quindi portato l’attenzione anche sulla figura dell’imprenditore proprietario dell’imbarcazione.
Il valore stimato dello yacht affondato in Costa Smeralda e le circostanze dell’incidente hanno reso l’episodio uno dei casi seguiti nelle acque davanti a Porto Cervo. L’Angiola II, prima dell’affondamento, era un’imbarcazione di proprietà della famiglia Bettanin con bandiera maltese e una lunghezza di 30 metri. Ora il recupero del relitto e le indagini della Procura rappresentano i passaggi successivi per ricostruire quanto accaduto durante la navigazione tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro.
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