Fontana di Trevi, dal 2 febbraio scatta il ticket da 2 euro per l'accesso alla scalinata
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Redazione Interno
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La Capitale, da lunedì 2 febbraio, cambierà volto per i milioni di turisti che ogni anno la attraversano: scenderà, infatti, il sipario sulla gratuità dell’accesso alla Fontana di Trevi, il monumento barocco che, con il suo getto d’acqua e la maestosità delle statue, incarna uno dei simboli più riconoscibili di Roma nel mondo. La giunta guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, dopo aver annunciato il provvedimento e superato una fase di rinvio legata a questioni organizzative, ha dato il via libera definitivo all’introduzione di un biglietto d’ingresso, fissato a due euro, che sarà obbligatorio per accedere all’area della scalinata antistante la vasca. Una decisione che, seppur discussa, si inserisce in un quadro più ampio di gestione dei flussi, spesso caotici, che interessano il sito e che punta a garantire, attraverso un gettito stabile e vincolato, interventi di manutenzione non solo per la fontana ma anche per altri beni culturali della città, la cui conservazione richiede risorse continue e ingenti.
Orari e modalità di accesso
L’accesso a pagamento, come specificato dal Campidoglio, non sarà permanente ma contingentato e circoscritto a precise fasce orarie, pensate per bilanciare l’esigenza di tutela con quella di fruizione. Il ticket sarà richiesto dal lunedì al venerdì a partire dalle 11:30 fino alle 22:00, con l’ultimo ingresso consentito un’ora prima della chiusura; durante il fine settimana, invece, l’apertura sarà anticipata alle 9 del mattino. Una deroga è prevista proprio per il giorno del debutto, il 2 febbraio, quando i varchi saranno aperti dalle 9 alle 22 per agevolare, almeno in parte, l’afflusso. Le prenotazioni, il cui avvio era stato comunicato per il 29 gennaio, permettono di acquistare il biglietto in anticipo, un sistema che dovrebbe, nelle intenzioni dell’amministrazione, snellire le code e regolare la pressione dei visitatori, i quali potranno così pianificare la visita senza dover sostenere attese interminabili sul marciapiede di via Poli.
Le categorie che non pagano
Non tutti, tuttavia, saranno tenuti a corrispondere il contributo: sono previste, infatti, alcune esenzioni che risparmiano dal pagamento determinate categorie. Entreranno gratuitamente i residenti nel territorio di Roma Capitale, i minori di anni diciotto, le persone con disabilità e i loro accompagnatori, oltre a coloro che posseggono la Mic Card, la tessera dedicata ai musei comunali. Una serie di agevolazioni che, se da un lato mirano a non gravare sui cittadini romani e sui nuclei familiari, dall’altro cercano di preservare il carattere pubblico del bene, pur riconoscendone il costo di gestione. L’esenzione per i minori, in particolare, risponde a una logica di promozione culturale verso le giovani generazioni, mentre quella per le persone con disabilità si allinea ai principi di accessibilità universale.
La strategia e il contesto
La misura, al di là del dibattito immediato che può generare, rappresenta un tassello di una politica turistica più articolata, che la sindacatura sta portando avanti in diverse aree del centro storico. L’obiettivo dichiarato non è meramente finanziario, benché le entrate siano destinate a un capitolo di bilancio preciso, ma anche di decongestionamento e di miglioramento qualitativo dell’esperienza di visita, spesso compromessa dall’eccessiva ressa. In una città come Roma, dove il patrimonio artistico è sterminato e la sua conservazione una sfida quotidiana, strumenti di questo tipo vengono valutati come necessari per conciliare la tutela con la massiccia domanda turistica, un equilibrio delicato che altre capitali europee hanno già da tempo affrontato con meccanismi simili. La scelta di far pagare un importo simbolico, piuttosto che elevato, indica una volontà di non erigere barriere economiche insormontabili, ma di introdurre un principio di regolamentazione che, in futuro, potrebbe essere esteso ad altri luoghi sensibili della città.




