Fontana di Trevi, dal 2 febbraio si paga il biglietto: due euro per un accesso regolato
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una delle icone più fotografate al mondo, punto di riferimento obbligato per milioni di visitatori e sfondo naturale della vita cittadina, si prepara a varcare una soglia inedita nella sua lunga storia. La Fontana di Trevi, infatti, non sarà più soltanto una maestosa scenografia barocca gratuitamente ammirabile da Piazza di Trevi, ma diventerà, a partire dal prossimo 2 febbraio, un monumento a accesso contingentato e regolato da un ticket. L’amministrazione capitolina, dopo l’annuncio dello scorso dicembre, ha dunque dato corso operativo alla misura che istituisce un contributo di due euro per i non residenti, modificando di fatto la consuetudine secolare di libera fruizione.
Orari e modalità di visita
Il nuovo regime di accesso, che esonera dal pagamento i cittadini romani, prevede orari differenziati per l’ingresso al perimetro interno del sito, delimitato da apposite transenne. Nel dettaglio, dal lunedì al venerdì la visita sarà possibile a partire dalle ore 11.30, mentre nel fine settimana e negli altri giorni – fatta eccezione per il giorno d’esordio, il 2 febbraio, in cui si aprirà eccezionalmente alle 9 – gli orari di apertura saranno anticipati alle 9 del mattino. La chiusura è fissata per le 22 in ogni giornata, garantendo così un’ampia fascia oraria che copre gran parte della luce del giorno e le prime ore della sera. Il biglietto, il cui acquisto sarà propedeutico all’ingresso, avrà validità anche nella prima domenica del mese, giorno in cui tradizionalmente molti musei statali offrono l’ingresso gratuito.
Le ragioni di una svolta
La decisione di introdurre un contributo, sebbene simbolico nell’entità, rappresenta un cambio di paradigma significativo per un bene che, per la sua stessa natura di fontana pubblica, è sempre stato percepito come parte integrante del tessuto urbano e del quotidiano. L’opera di Nicola Salvi, terminata nel Settecento, è stata per generazioni un luogo di incontro, un palcoscenico per tradizioni come il lancio della monetina e uno spazio di libera aggregazione, aperto ventiquattr’ore su ventiquattro. L’istituzione di un ticket, che alcuni potrebbero considerare una barriera, si inserisce in un più ampio dibattito sulla gestione dei flussi turistici di massa nelle città d’arte, un tema divenuto centrale dopo gli anni della pandemia e con la ripresa dei viaggi internazionali. Si tratta, in sostanza, di un tentativo di governare la pressione antropica su un monumento fragile e costantemente preso d’assalto, cercando al contempo di generare risorse dedicate alla sua manutenzione e sicurezza.
Un nuovo capitolo per un simbolo universale
La misura, inevitabilmente, segna l’inizio di un nuovo capitolo per questo simbolo universale di Roma. Se da un lato si perde quell’immediatezza di accesso che ha caratterizzato per secoli il rapporto tra la fontana e i suoi osservatori, dall’altro si introduce un elemento di regolamentazione che punta a una fruizione più ordinata e, nelle intenzioni degli organizzatori, più rispettosa. Resta da vedere come verrà recepita dai visitatori, abituati a sostare liberamente ai suoi margini, e come verrà gestita l’operatività pratica dei controlli in una piazza storicamente così affollata. Quel che è certo è che, al di là dei due euro richiesti, il valore della Fontana di Trevi rimane inestimabile, continuando a incarnare, nella sua straordinaria bellezza, il sogno di Roma per chiunque vi si rechi da ogni angolo del pianeta.




