A Torino il falò di San Giovanni cade a metà: un anno "né bene né male"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
Il toro di legno, simbolo della festa patronale torinese, quest’anno non ha scelto una direzione netta. Mentre le fiamme lo divoravano, il grande falò è crollato verso l’ex Palazzo della Regione, lasciando spazio a un responso ambiguo: «Sarà un anno così così», ha commentato lo speaker, mentre dalla folla si levava un coro di delusione. La tradizione vuole che, se la struttura cade a sud, verso Porta Nuova, Torino avrà fortuna; se invece si inclina a nord, in direzione di Palazzo Reale, saranno mesi difficili. Stavolta, però, il destino ha preferito non sbilanciarsi.
Quello del 2025 è stato un San Giovanni atipico, sospeso tra incertezza e speranza. Il falò, che resiste solitamente pochi minuti prima di collassare, ha tenuto banco giusto il tempo di accendere i dubbi. Le immagini riprese dai presenti sembrano mostrare una lieve prevalenza della caduta verso nord, ma senza la nettezza degli anni passati. Quattro edizioni consecutive avevano regalato alla città esiti favorevoli; stavolta, invece, né fortuna né sfortuna.
Intanto, in piazza Vittorio Veneto, migliaia di persone attendono il concerto “Torino is Fantastic”, evento clou della serata con artisti come Shaggy, Annalisa e Mahmood. L’appuntamento, trasmesso in differita da Canale 5, è gratuito ma a prenotazione obbligatoria, e i posti sono già esauriti da giorni. La scaletta, tenuta segreta fino all’ultimo, promette una carrellata di successi sotto la conduzione di Gerry Scotti e Noemi.




