Londra apre ai robotaxi, Uber e Wayve pronti a raccogliere le prime prenotazioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo britannico, dando attuazione alle disposizioni contenute nell’Automated Vehicles Act del 2024, ha recentemente aperto le candidature per gli operatori che intendono gestire servizi di trasporto pubblico – taxi, autobus o noleggio con conducente – basati su tecnologie a guida autonoma, con l’obiettivo dichiarato di avviare le prime prenotazioni da parte dei passeggeri entro la fine dell’anno.

Si tratta, va detto, di un’ufficializzazione ampiamente attesa, dal momento che i veicoli di Waymo, colosso americano controllato da Alphabet, circolano ormai da mesi nelle strade della capitale con autisti di sicurezza a bordo proprio per raccogliere dati preziosi sul complesso tessuto urbano e sulle criticità del traffico londinese. Questo via libera, che riguarda progetti pilota sottoposti a rigorosi standard di sicurezza, vede in prima fila operatori del calibro di Waymo, la startup inglese Wayve e, naturalmente, Uber.

A conferma dell’interesse per la piazza londinese, Uber ha già iniziato a sollecitare i propri utenti, aprendo le iscrizioni per una lista di attesa riservata a chi volesse sperimentare in anteprima le corse con veicoli senza conducente; la flotta destinata a questo scopo, come si legge nelle comunicazioni ufficiali, sarà composta da Ford Mustang Mach-E equipaggiate con il sistema "Wayve AI Driver".

Una partnership strategica nel cuore della capitale britannica

L’intesa tra Uber e Wayve, quest’ultima nata nel 2017 dall’idea di due studenti di Cambridge, rappresenta un tentativo concreto di trasferire sul Vecchio Continente un modello di mobilità già sperimentato – seppur con alterne fortune – nelle metropoli statunitensi e in alcune città cinesi.

Le due società, stando a quanto riportato, sono in attesa del via libera definitivo da parte delle autorità regolatorie competenti, tra cui il Dipartimento dei Trasporti britannico e Transport for London, per poter trasformare in realtà quella che potrebbe diventare la prima esperienza europea di un servizio commerciale di robotaxi aperto al pubblico.

Nella fase iniziale del progetto, una misura prudenziale che nessuno ha intenzione di trascurare, i veicoli non saranno completamente privi di un occupante umano: un conducente di sicurezza resterà al volante, pronto a riprendere il controllo in caso di necessità, mentre il sistema basato sull’intelligenza artificiale acquisirà familiarità con le condizioni del traffico reale.

La scelta di Londra come banco di prova non è certo casuale: i suoi percorsi tortuosi, le strade lastricate in ciottoli, l’alta densità di cantieri stradali (circa venti volte superiore a quella di San Francisco) e la presenza massiccia di utenti vulnerabili come pedoni e ciclisti ne fanno, a detta degli stessi sviluppatori, il "terreno di prova definitivo" per affinare la tecnologia prima di un eventuale sbarco in altri dieci mercati globali, a cominciare da Tokyo.

Il quadro normativo e i primi test su strada

Il quadro normativo entro cui si muovono questi esperimenti è stato definito dal governo di Sua Maestà con l’obiettivo dichiarato di posizionare la Gran Bretagna come leader europeo nel settore dei veicoli automatizzati. Le candidature per gli operatori, ora ufficialmente aperte, impongono il rispetto di severe procedure in materia di sicurezza stradale e informatica; a ciò si aggiunge la necessità di ottenere il consenso delle amministrazioni locali, a cominciare da quella della capitale.

Le vetture utilizzate da Wayve, equipaggiate con sei telecamere, un radar e un potente computer basato sull’intelligenza artificiale situato nel bagagliaio, hanno già accumulato ore di test sulle strade di Londra dal lontano 2018, ma solo ora si passa alla fase del trasporto pubblico di passeggeri paganti. Un elemento degno di nota, che restituisce l’idea della cautela con cui si procede, è che inizialmente le corse verranno offerte a prezzi allineati a quelli di un normale UberX, con un conducente umano, per non scoraggiare l’utenza.

Dal canto suo, Waymo non è certo rimasta a guardare: l’operatore americano, che già effettua oltre mezzo milione di corse settimanali in undici aree metropolitane degli Stati Uniti, prevede di lanciare un proprio servizio supervisionato entro l’anno, approfittando della finestra normativa aperta dal governo.

Una tecnologia ispirata al comportamento umano

Tecnicamente, il sistema sviluppato da Wayve si distacca dagli approcci tradizionali basati su rigide regole pre-programmate, abbracciando invece un modello di "embodied AI" che apprende dalla realtà circostante in modo simile a come farebbe un conducente umano. L’obiettivo, come spiegato dai responsabili dell’azienda, è quello di passare da una logica di istruzioni manuali a un’architettura capace di adattarsi ai diversi contesti stradali, dalla pioggia battente – come nei test effettuati a Detroit – alla gestione delle rotonde e dei semafori.

L’accento è posto sulla capacità del sistema di interagire con l’ambiente senza la necessità di un intervento umano costante, sebbene i responsabili della sicurezza abbiano più volte ribadito che non esiste una data precisa per la rimozione completa del conducente di sicurezza. Il governo britannico, da parte sua, ha chiarito che i servizi automatizzati potranno operare solo dopo aver dimostrato un livello di sicurezza almeno equivalente a quello di un guidatore "attento e competente".

Resta da vedere, insomma, se questa scommessa tecnologica, che mescola colossi statunitensi e una vivace realtà imprenditoriale locale, saprà conquistarsi la fiducia degli utenti londinesi senza gli incidenti che hanno macchiato la reputazione dei servizi analoghi negli Stati Uniti, come quelli relativi a vetture che hanno ignorato semafori rossi o invaso la corsia opposta.

Per ora, chi vorrà provare dovrà semplicemente aprire l’app di Uber, selezionare la sezione "veicoli autonomi" nelle preferenze di corsa e iscriversi alla lista d’attesa, sperando che il proprio smartphone lo "matchi" con uno di quei SUV elettrici dal volante vuoto.

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