Ravenna, cade dal tetto di un’officina: muore dopo 48 ore l’operaio di 21 anni
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Redazione Interno
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Non ce l’ha fatta il giovane operaio che, giovedì pomeriggio, era precipitato da un’altezza di circa nove metri mentre lavorava sulla copertura di un capannone nella zona artigianale delle Bassette, alle porte di Ravenna. Il ragazzo, appena ventunenne, di origine straniera ma nato a Rimini e residente a Cesena, è deceduto all’ospedale Bufalini dopo un’agonia durata due giorni, senza mai aver ripreso conoscenza nonostante il tempestivo trasporto in eliambulanza in condizioni disperate. A causare la caduta, stando a una prima sommaria ricostruzione degli accadimenti, potrebbe essere stato il cedimento di un pannello perimetrale, un cedimento che non gli ha lasciato alcuna possibilità di aggrapparsi o di attutire in qualche modo il volo all’interno dello stabile.
Le dinamiche dell’incidente e i soccorsi
L’incidente si è verificato poco dopo le sedici quando il ventunenne, dipendente di una ditta esterna incaricata della manutenzione straordinaria della copertura di un’officina meccanica per veicoli pesanti, stava operando sulla parte alta del fabbricato. Sembra che proprio un pannello su cui gravava il suo peso – forse reso fragile dal tempo o non adeguatamente fissato – abbia ceduto di schianto, proiettandolo nel vuoto per un volo di circa 8-10 metri. Sul posto, in via Ricasoli, sono accorsi immediatamente i sanitari del 118 che lo hanno intubato e stabilizzato, mentre i carabinieri del Radiomobile e gli ispettori della Medicina del Lavoro dell’Ausl Romagna hanno avviato i primi rilievi per cercare di fissare le coordinate esatte di una dinamica che appare ancora in parte avvolta nell’incertezza. Nonostante la disperata corsa in ospedale, le lesioni riportate (traumi diffusi e un gravissimo trauma cranico) si sono rivelate ben presto incompatibili con la vita, costringendo i medici a constatarne il decesso nella serata di sabato.
Le indagini e il fascicolo per omicidio colposo
Il pm di turno, che ha già provveduto ad aprire un fascicolo per omicidio colposo aggravato dalla eventuale violazione delle norme sulla sicurezza, dovrà ora accertare se la tragedia fosse evitabile o se, al contrario, sia maturata in un contesto di negligenze inaccettabili. Gli inquirenti stanno vagliando diverse piste: dalla verifica della formazione specifica del lavoratore (spesso troppo giovane per avere una esperienza consolidata in lavori in quota) all’adeguatezza dei dispositivi di protezione individuale eventualmente forniti dall’azienda committente, senza trascurare la possibile mancanza di una segnaletica di pericolo o di un ponteggio di servizio adeguato. I tecnici della Medicina del Lavoro, nelle prossime ore, depositeranno una relazione dettagliata che potrebbe risultare decisiva per stabilire eventuali responsabilità penali, concentrandosi in particolare sulla resistenza dei materiali del tetto e sulla corretta pianificazione delle operazioni di manutenzione.
Il contesto e la sicurezza sul lavoro nel Ravennate
Quella del giovanissimo operaio, purtroppo, rappresenta l’ennesima scia di sangue che solca il panorama lavorativo locale: si tratta infatti del terzo infortunio grave che colpisce il territorio ravennate dall’inizio di marzo, un dato che riporta drammaticamente alla ribalta il tema delle tutele nei luoghi di lavoro. Sebbene le indagini siano ancora in una fase preliminare, la magistratura sta cercando di fare luce non solo sul momento esatto della caduta, ma anche sulla catena di appalti e subappalti che potrebbe aver esposto il ragazzo a un rischio maggiore del dovuto. Il del ventunenne, che lascia nel dolore la famiglia residente nel cesenate, è attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria in attesa dell’eventuale concessione del nulla osta per la sepoltura.




