A Milano inaugurato Ieo3, il nuovo avamposto della chirurgia robotica
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Redazione Economia
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L’Istituto Europeo di Oncologia ha svelato ieri, nel cuore di Milano, Ieo3, un avamposto tecnologico interamente dedicato alla chirurgia d’eccellenza che, con le sue dodici sale operatorie, si propone di segnare un nuovo standard nel trattamento dei tumori. L’inaugurazione, che ha visto la partecipazione delle istituzioni, dal governatore Attilio Fontana alla presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi, insieme ai vertici scientifici e amministrativi dell’istituto, si inserisce nel solco delle celebrazioni per il centenario della nascita del fondatore Umberto Veronesi, ribadendo l’impegno nella continuità della sua visione. Un investimento considerevole, che ha dato vita a una struttura dalla architettura ardita, la cui porzione sospesa per una decina di metri ne costituisce il tratto distintivo più visibile, quasi un simbolo della sua natura proiettata verso il futuro.
Un'architettura che guarda al futuro
La realizzazione dell’edificio, che ha richiesto un investimento di quaranta milioni di euro, è stata condotta con un’attenzione meticolosa alla sostenibilità ambientale, adottando criteri di efficienza energetica all’avanguardia. La scelta di una carpenteria metallica, con quella sua sezione sospesa che cattura lo sguardo, non è stata dettata da un mero desiderio estetico; essa ha infatti permesso di erigere il nuovo polo senza interrompere, neppure per un giorno, l’attività clinica e di ricerca già intensamente svolta nei palazzi limitrofi. Una pianificazione minuziosa, la sua, che ha evitato di creare disagi, dimostrando come l’innovazione possa integrarsi armoniosamente in un contesto operativo già consolidato.
La tecnologia al servizio dei pazienti
All’interno di quelle pareti, il cuore pulsante è rappresentato dalle dodici sale operatorie, definite “smart” per la loro capacità di integrare i flussi di lavoro e le informazioni. Di queste, quattro sono dominate dalla presenza di robot chirurgici di ultima generazione, strumenti che affiancano i chirurghi nell’esecuzione di interventi di precisione millimetrica. A completare il quadro, una farmacia ospedaliera dotata di un magazzino completamente automatizzato, il quale dialoga in tempo reale con i sistemi gestionali dell’ospedale, garantendo così una tracciabilità assoluta dei farmaci e una logistica impeccabile. Si tratta di un ecosistema tecnologico, quello creato in Ieo3, dove ogni componente concorre a potenziare l’efficacia delle cure.
Le dichiarazioni dell'amministratore delegato
A margine della cerimonia, l’amministratore delegato Mauro Melis, interpellato riguardo a eventuali scenari futuri che potrebbero coinvolgere l’assetto proprietario dell’Istituto e un presunto “piano Del Vecchio”, ha mantenuto un profilo strettamente istituzionale. “Io sono amministratore, quindi amministro quello che mi viene dato da amministrare”, ha dichiarato, sottolineando come le questioni relative ai soci e al consiglio di amministrazione non rientrino nelle sue immediate competenze decisionali. Ha quindi aggiunto, con un tono pragmatico, di non seguire personalmente gli sviluppi futuri, riservandosi di esprimere una propria opinione solo nel momento in cui gli verranno ufficialmente sottoposti tali argomenti.




