Inter, il conto in Champions non torna: sei ko in sette gare, l'unico sorriso è di un anno fa
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Redazione Sport
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Il debutto al Bernabeu doveva servire a voltare pagina, e invece ha aggiunto un altro capitolo a una serie che, nella sua freddezza, fa rumore. Contro il Real Madrid l'Inter ha perso 2-1, incassando il sesto ko nelle ultime sette partite disputate in Champions League. Un dato che attraversa due stagioni e due gestioni tecniche, e che racconta di una squadra capace di competere sul piano del gioco ma non di tradurre quella competitività in risultati.
Il filo rosso dei ko
La serie prende forma nella scorsa annata, quando i nerazzurri furono eliminati ai play-off dal Bodø/Glimt dopo aver perso entrambe le sfide con i norvegesi. Prima ancora, nella fase campionato, erano arrivate le sconfitte con l'Arsenal a San Siro e con il Liverpool a Milano. L'unico acuto in questo arco di tempo resta il 2-0 di Dortmund, firmato Dimarco e Diouf, che chiuse la League Phase al decimo posto senza però evitare gli spareggi poi fatali.
A Madrid si è aggiunto il tassello più recente, con gli errori individuali che hanno indirizzato la gara a favore degli uomini di José Mourinho.
Quel centimetro che manca
A parte il 3-1 casalingo subito dall'Arsenal e il passo falso con il Bodø, in quasi tutte le altre occasioni l'Inter ha avuto di che recriminare. Al Bernabeu la squadra di Cristian Chivu ha creato occasioni, ha riaperto il match con Carlos Augusto al 77' e ha sfiorato il pareggio con Mkhitaryan all'88', trovando però un Courtois in serata di grazia.
È il tema del "centimetro", quello che separa una prestazione convincente da un risultato utile, e che in Europa continua a pesare più che in Italia, dove i nerazzurri hanno aperto la stagione con tre vittorie su tre.
La lettura di Teotino
Gianfranco Teotino, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva, ha offerto una chiave di lettura della partita e del momento nerazzurro. Secondo il giornalista, il peso della finale persa 5-0 con il Psg sarebbe ormai alle spalle: "Penso che il peso negativo di quella serata sia uscito dalla testa dei giocatori nel corso di tutta la scorsa stagione", ha detto, ricordando come l'Inter abbia poi vinto campionato e Coppa Italia.
Sulla gara di Madrid, però, il giudizio è severo: "Per me l'Inter non esce promossa ma rimandata, anche perché il Real Madrid era in una situazione di difficoltà, aveva un sacco di assenti e di squalificati, per cui era un'occasione che poteva essere sfruttata meglio".
Le parole di Marotta e lo stato del gruppo
Prima del fischio d'inizio, il presidente Giuseppe Marotta aveva delineato l'orizzonte della stagione con una formula netta: "Ho detto che abbiamo un obbligo, quello di dare il massimo". Una dichiarazione che fissa il perimetro delle aspettative senza alimentare illusioni, e che si inserisce in un momento in cui l'Inter è chiamata a confermare su più fronti quanto costruito negli ultimi anni. Il gruppo guidato da Chivu, che ha rinnovato il proprio contratto fino al 2028, resta ancorato a un'idea di gioco che in Italia produce punti e in Europa, per ora, non basta.
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