Spagna, il governo Sanchez resiste nonostante gli scandali: il Psoe tra inchieste e crescita economica
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Redazione Esteri
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Le vicende giudiziarie che stanno travolgendo il Partito Socialista Operaio Spagnolo e alcune persone a lui vicine rappresentano un'insidia reale per Pedro Sanchez, che tuttavia non arretra e continua a fare valere i buoni risultati ottenuti dal suo esecutivo. Nonostante gli attacchi ricevuti all'interno e soprattutto dall'esterno dell'emiciclo, il premier spagnolo è sceso nuovamente nell'arena parlamentare riuscendo a non capitolare definitivamente, in una fase drammatica della politica spagnola che avrà conseguenti riverberi sulla politica europea.
Lo scontro in Parlamento e la mozione dell'opposizione
Ha cercato in tutti i modi di difendere la famiglia, Pedro Sanchez, arrivando al punto di usare parole dure nei confronti di giudici e polizia. Ma nelle stesse ore in cui il premier si difendeva dagli scandali che coinvolgono il suo Psoe e i suoi familiari, al Congresso dei deputati spagnolo, dove si svolgeva l'informativa del premier, l'opposizione ha portato avanti la propria offensiva.
In Senato, il Partito popolare è riuscito a far approvare una mozione in cui si chiedono elezioni anticipate, mentre alla Camera dei Deputati è passata la mozione presentata dal PP che chiede le dimissioni di Sanchez "a causa di una serie di scandali di corruzione" o, in alternativa, che si sottoponga a un voto di fiducia. Il provvedimento è stato approvato con i voti dell'ultra destra di Vox e del partito indipendentista catalano Junts, che tradizionalmente si oppone alle due formazioni unioniste.
La resilienza dell'economia spagnola in un contesto europeo difficile
L'esperienza di governo delle sinistre più significative nell'Europa continentale – che è anche quella più performante, a giudicare dalla eloquente crescita economica che classifica la Spagna in testa a tutti i paesi dell'Unione – si sta comunque sfarinando dinanzi a una serie di scandali giudiziari veri o presunti che circondano l'Inner circle della leadership di Sanchez. I dati economici, tuttavia, continuano a dare ragione al governo.
Nel primo trimestre del 2026, il Pil spagnolo è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, con un incremento tendenziale del 2,7% su base annua, la performance migliore tra tutti i paesi dell'Unione europea. Il dato assume un rilievo ancora maggiore se si considera il quadro generale, visto che l'economia della zona euro nello stesso periodo ha registrato una contrazione dello 0,2%, mentre quella dell'Unione europea è scesa dello 0,1%.
La tenuta politica e gli equilibri futuri
Il dinamismo del mercato del lavoro e la diversificazione energetica, con una minore dipendenza dai combustibili fossili grazie agli investimenti nelle rinnovabili, sono tra i fattori che hanno favorito la resilienza dell'economia spagnola, meno esposta allo shock energetico derivante dal conflitto in Medio Oriente rispetto ad altre economie del continente. La Spagna, infatti, cresce più della media europea, a differenza di quanto accade per le grandi economie dell'euro come Germania, Francia e Italia, che restano sostanzialmente stagnanti.
A conferma della solidità del sistema paese, il differenziale di rischio con il Bund tedesco si mantiene su valori contenuti, con la prima di rischio spagnola attestata a 42 punti, a fronte dei 78 punti di quella italiana.




