Nazionale, la svolta targata Maldini: il nuovo dt detta l’agenda e la corsa al ct si infiamma

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’estate del calcio italiano si tinge di nuovo azzurro, ed è un azzurro che porta la firma di una delle bandiere più indiscusse del nostro calcio. Mentre le voci sulla panchina della Nazionale si rincorrono, il neopresidente della Figc Giovanni Malagò ha piazzato il colpo che cambia le carte in tavola: Paolo Maldini è il nuovo direttore tecnico della Federazione e presidente del Club Italia, con un compito chiaro, cioè quello di ridisegnare le gerarchie tecniche di tutto il movimento azzurro.

Una scelta che non lascia indifferenti e che, come era prevedibile, ha già scatenato reazioni e alimentato le speculazioni sul nome del prossimo ct, con l’ex regista Andrea Pirlo che sembra essere balzato in pole position.

Maldini e Leonardo, la nuova coppia dei miracoli per rilanciare l'Italia

La mossa di Malagò, che aveva fatto di Maldini il suo obiettivo prioritario fin dall’inizio del suo mandato, ha portato a un accordo quadriennale che guarda già al Mondiale del 2030. L’ex capitano del Milan, dopo anni di silenzio e di lontananza dal calcio che conta, torna con un ruolo di peso massimo: non solo per la scelta del ct della Nazionale maggiore, ma per sovrintendere all’intera filiera delle giovanili, ristrutturando di fatto il Club Italia come fosse una grande società professionistica.

Al suo fianco, il brasiliano Leonardo, con il ruolo di advisor, rinnova una collaborazione che al Milan, nel recente passato, aveva già regalato grandi soddisfazioni e qualche attrito. Il loro compito, come ha spiegato lo stesso Malagò, non sarà quello di fare da scrivani, ma di partecipare attivamente a tutte le decisioni più importanti, a partire proprio dalla scelta del nuovo commissario tecnico.

I primi riscontri a questa rivoluzione ai vertici federali arrivano già calorosi. Luciano Buonfiglio, presidente del Coni, non ha nascosto il suo entusiasmo per la nomina di Paolo Maldini, definendolo "una persona di grandissimo spessore" e sottolineando come non si potesse fare scelta migliore per ricoprire un incarico così delicato. Le parole di Buonfiglio, rilasciate a margine del Wta 125 di Roma, hanno di fatto sancito la condivisione piena dell'operato di Malagò, auspicando di potersi complimentare personalmente con Maldini dopo l'ufficializzazione della Giunta.

Un endorsement importante, che dà ulteriore forza al progetto del nuovo corso federale, il quale, dopo la traumatica eliminazione dai playoff mondiali che aveva portato alle dimissioni di Gravina, deve trovare al più presto una direzione e una guida carismatica.

L'effetto Pirlo: sorpresa o strategia per il dopo Spalletti?

Ed è proprio sul fronte della panchina che il lavoro della coppia Maldini-Leonardo è già al centro dell’attenzione. Se nei giorni scorsi si facevano i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini come favoriti, nelle ultime ore l’accelerata data all’ipotesi Andrea Pirlo ha spiazzato un po’ tutti. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex numero 21 sarebbe in "primissima fila" nelle riflessioni del nuovo direttore tecnico e del suo advisor.

Un’idea che affonda le radici nei rapporti personali: Maldini avrebbe voluto Pirlo sulla panchina del Milan nell’estate del 2023, mentre Leonardo, ai tempi del Psg, lo corteggiò come calciatore. La suggestione è forte, e la scelta di un profilo come quello di Pirlo, reduce da esperienze altalenanti a Juventus, Karagumruk e Sampdoria, ma attualmente in forza a Dubai, rappresenterebbe un salto di qualità in termini di coraggio e discontinuità rispetto al passato.

Ovviamente, la trattativa per Pirlo non cancella le altre opzioni, ma le mette temporaneamente in ombra. Lo stesso Malagò, dopo l’annuncio di Maldini, aveva fatto capire che la decisione sarebbe stata condivisa, evitando "prevaricazioni" e cercando un profilo che rappresenti al meglio il nuovo corso.

E se il nome di Pep Guardiola resta un sogno proibito, legato a costi e a un progetto forse ancora troppo ambizioso per la Federcalcio, quello di Pirlo sembra invece rispondere ai requisiti richiesti: conoscenza del calcio italiano, coraggio, idee e uno spirito internazionale. Le prossime settimane saranno decisive per capire se questa pista si concretizzerà o se, come spesso accade, il polverone mediatico nasconderà ben altre intenzioni. Quel che è certo è che, con Maldini al timone, la Nazionale sta per entrare in una fase completamente nuova.

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