Marc Marquez torna in pista a Valencia con una Ducati Panigale V2

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sul circuito Aspar di Valencia, l’asfalto ha ripreso a vibrare sotto il ritorno di Marc Marquez, che per la prima volta dal grave infortunio occorso a fine 2025 ha indossato nuovamente la tuta da pilota. La scelta, significativa e ponderata, è caduta su una Ducati Panigale V2, una motocicletta da circa 155 cavalli, decisamente meno estrema della sorella maggiore V4S, selezionata appositamente per non sottoporre a stress eccessivo il fisico ancora in fase di delicato assestamento. L’allenamento, avvenuto sotto la vigile regia del team manager Davide Tardozzi, ha visto in pista anche altri piloti, tra i quali spiccava il collaudatore ufficiale di Borgo Panigale, Michele Pirro, il quale ha successivamente raccontato come il campione spagnolo si sia “divertito molto” durante questa sessione di riapertura con la velocità.

Il percorso di recupero dopo l’incidente di Mandalika

Quello che Marquez sta affrontando, infatti, è un recupero progressivo da un trauma fisico che ha interrotto bruscamente la sua stagione 2025, appena dopo la conquista del nono titolo mondiale. L’incidente, avvenuto nella gara di Mandalika in Indonesia a seguito di un contatto con Marco Bezzecchi, gli ha provocato una lesione alla spalla destra, un infortunio di cui lo stesso pilota ha ammesso, in una recente intervista, di sentire ancora il fastidio. Mesi non facili, trascorsi prima nella riabilitazione e nell’allenamento in motocross, e ora coronati da questo primo, atteso ritorno su strada, che lui stesso ha sintetizzato sui social con le parole: “Di nuovo in moto, riprendendo la sensazione”. Un percorso che mira a riportarlo al massimo livello in vista della prossima sfida mondiale.

Il contesto dell’allenamento e la tragica cornice

La sessione valenziana, per quanto carica di speranza per il futuro del campione, non è stata però esente da ombre. Nello stesso circuito, infatti, la mattina di giovedì si è consumato un altro incidente, questa volta coinvolgente Fermín Aldeguer, il quale ha riportato la frattura di un femore. Un episodio che ricorda, seppur in un contesto diverso, i rischi insiti nell’attività motociclistica, dove il confine tra il ritorno alla normalità e la battuta d’arresto può essere sottilissimo. La pista di Valencia ha quindi visto scorrere insieme, in poche ore, le immagini della ripresa di un fuoriclasse e quelle della brusca interruzione dell’attività per un giovane promettente, in un contrasto che spesso caratterizza la cronaca di questo sport.

La preparazione per la caccia al decimo titolo

L’obiettivo di Marquez, tuttavia, resta cristallino e non ammette distrazioni: la caccia al decimo titolo mondiale nel 2026, una vetta mai raggiunta da nessuno nella storia della MotoGP. La sua fame di vittorie, lungi dall’essere saziata dal trionfo dell’anno passato, lo spinge a testare già ora le sensazioni in sella, con un programma che dovrebbe portarlo ai test ufficiali di Sepang all’inizio di febbraio. Quel che è certo è che, nonostante la necessaria cautela in questa fase, la sua presenza in griglia di partenza lo proietta automaticamente tra i massimi favoriti per la conquista del titolo. La Panigale V2 è stato solo il primo, controllato passo di un cammino che punta dritto verso un altro capitolo di storia.

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