Thailandia e Cambogia, terzo giorno di guerra al confine mentre l'Onu tenta una mediazione
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Redazione Esteri
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Mentre il conflitto al confine tra Thailandia e Cambogia entra nel suo terzo giorno, le cifre diffuse dalle due parti – oltre trenta morti e un centinaio di feriti, in gran parte civili – appaiono poco attendibili, filtrate da una macchina propagandistica che alimenta accuse reciproche. Quasi 200mila persone hanno abbandonato le proprie case, cercando rifugio in templi e strutture pubbliche, trasformate in accampamenti di fortuna. Tra queste, il circuito di Buriram, sede del Gran Premio thailandese di MotoGP, è diventato un campo profughi, mettendo a rischio l’organizzazione della gara prevista nel 2026.
Le tensioni tra i due regni del Sudest asiatico, legate a dispute territoriali mai risolte, sono esplose in scontri armati con l’impiego di carri armati e artiglieria pesante, una escalation che ha spinto l’Onu a convocare d’urgenza il Consiglio di sicurezza. La Cambogia ha chiesto un cessate il fuoco "immediato e incondizionato", ma le trattative procedono a fatica, mentre i civili, intrappolati nella morsa del conflitto, cercano riparo dove possibile.
Trump e Ue, vertice in Scozia per i dazi
Intanto, sullo scenario internazionale, un possibile accordo tra Stati Uniti e Unione europea sulle tariffe commerciali potrebbe prendere forma in Scozia, dove Donald Trump si trova in visita. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, lo incontrerà domenica, in un tentativo di smussare le tensioni dopo le minacce americane di inasprire i dazi. La scadenza del primo agosto, inizialmente considerata cruciale, sembra ormai superata, segno che i negoziati potrebbero aver imboccato una strada più costruttiva.




