Il cuore spezzato di Castrezzato: muore in ospedale il bimbo caduto in piscina
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Redazione Interno
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Non ce l’ha fatta Michael Consolandi, il bambino di quattro anni che venerdì scorso, 20 giugno, era precipitato in una piscina pubblica di Castrezzato, nel Bresciano. Dopo due giorni di agonia, durante i quali è rimasto attaccato alle macchine per la respirazione artificiale nel reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, i medici ne hanno constatato il decesso nella serata di domenica.
La dinamica, ancora al centro delle indagini, ricostruisce un momento di distrazione del padre, che aveva perso di vista il piccolo mentre si trovavano insieme nel parco acquatico. Quando l’uomo lo ha ritrovato, il bambino era già privo di sensi in acqua. I soccorsi, tempestivi, non sono bastati: trasportato in elisoccorso a Bergamo, Michael non ha mai ripreso conoscenza. Le sue condizioni, definite «gravissime» fin dall’arrivo in ospedale, hanno lasciato poco spazio alla speranza.
A Castrezzato, come a Rovato – il paese dove risiedeva la famiglia – l’onda d’urto del dolore si è propagata in modo silenzioso e straziante. «Abbiamo il cuore spezzato», ha commentato qualcuno che conosceva i genitori, descritti come «una famiglia splendida». La tragedia, che riaccende il dibattito sulla sicurezza delle strutture balneari, soprattutto quelle frequentate da bambini, si aggiunge a una lunga serie di incidenti analoghi, spesso legati a fatalità evitabili.




