Bollo auto, cosa cambia dal 2026 per le nuove immatricolazioni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Dal prossimo anno, chi acquisterà un’auto nuova dovrà fare i conti con una scadenza diversa per il pagamento del bollo, che non sarà più legata ai tradizionali tre mesi dall’immatricolazione, ma slitterà all’ultimo giorno del mese successivo. Una modifica introdotta dal 17° decreto attuativo della riforma fiscale, destinata a semplificare – almeno nelle intenzioni – l’adempimento per i contribuenti, ma che elimina di fatto la possibilità di rateizzare il tributo come avveniva finora.

Il nuovo meccanismo, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2026, prevede il versamento in un’unica soluzione, calcolato sull’intero anno, anche se il veicolo viene immatricolato a dicembre. Le Regioni, tuttavia, avranno margine per stabilire scadenze quadrimestrali per determinate categorie di veicoli, mantenendo così un grado di flessibilità. Si tratta di un passaggio significativo, considerando che il bollo auto – essendo un’imposta regionale – è soggetto a differenze territoriali, come dimostrano già oggi Lombardia e Piemonte, dove vige un sistema parzialmente diverso rispetto al resto d’Italia.

La novità riguarderà esclusivamente le vetture immatricolate a partire dal 2026, lasciando invariato il regime per quelle già circolanti. Una distinzione necessaria per evitare sovrapposizioni con le norme vigenti, ma che potrebbe creare iniziali confusioni, soprattutto per chi si troverà a gestire per la prima volta l’acquisto di un mezzo soggetto alla nuova disciplina.

Quanto alle moto, il cambiamento è ancora più netto: sparirà la prassi – consolidata in molte aree del Paese – di pagare una quota ridotta se l’immatricolazione avveniva in mesi come febbraio o agosto, per poi saldare il resto in un secondo momento. D’ora in poi, il tributo sarà dovuto per intero entro trenta giorni, senza sconti né frazionamenti. Un aggiustamento che, se da un lato uniforma le procedure, dall’altro rischia di gravare maggiormente sui possessori di veicoli a due ruote, spesso già penalizzati da aliquote elevate

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