Il Cremlino avverte: "Uccidere Khamenei aprirebbe il vaso di Pandora, la Russia reagirebbe"
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Redazione Esteri
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Mentre la tensione tra Israele e Iran continua a salire, con raid aerei e missili che si susseguono ormai da giorni, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha lanciato un monito chiaro: un eventuale assassinio della Guida suprema iraniana, Ali Khamenei, scatenerebbe conseguenze imprevedibili. «Sarebbe come aprire il vaso di Pandora», ha dichiarato Peskov in un’intervista a Sky News, sottolineando che Mosca considererebbe «inaccettabile» un cambio di regime a Teheran e reagirebbe «in modo molto negativo» a un’ipotesi del genere.
La situazione, già critica, rischia di degenerare ulteriormente. Nella notte, l’aviazione israeliana ha colpito decine di strutture militari e centri di ricerca nucleare iraniani, impiegando oltre 60 caccia e sganciando 120 munizioni, secondo quanto riferito dalle Forze di difesa israeliane (Idf). Tra gli obiettivi anche un sito della Microsoft a Beer Sheva, danneggiato da un missile.
A Teheran, intanto, migliaia di persone hanno partecipato alla "marcia della rabbia e della vittoria", organizzata dopo le preghiere del venerdì per protestare contro gli attacchi israeliani. L’agenzia Tasnim ha descritto una folla determinata a mostrare sostegno alle forze armate e alla resistenza, definendo l’offensiva del «regime sionista» un’aggressione inaccettabile.




