Best workplaces 2026, la Puglia protagonista con tre eccellenze e Open Fiber nella top ten
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
C’è un filo rosso che lega l’ospitalità di lusso, la consulenza farmaceutica e lo sviluppo software, e questo filo – a guardare i risultati del ranking Best Workplaces Italia 2026 – si dipana lungo le strade della Puglia. Tre realtà con sede nella regione sono riuscite a ritagliarsi un posto tra le 75 migliori aziende per cui lavorare in Italia, un traguardo certificato da Great Place to Work Italia dopo aver ascoltato il parere di oltre 210mila collaboratori provenienti da 415 organizzazioni. È un risultato che, al di là della semplice classifica, racconta di una qualità del lavoro che non è più appannaggio esclusivo dei tradizionali poli industriali del Nord.
A Fasano, Egnazia Ospitalità Italiana si è distinta nella categoria Large, quella che raccoglie le aziende con oltre mille dipendenti, conquistando il nono posto. Il gruppo di gestione alberghiera, che ha fatto della cura del dettaglio e dell’esperienza del cliente il proprio cavallo di battaglia, sembra aver applicato lo stesso principio alla gestione delle proprie risorse umane. Spostandosi invece nel Salento, a Maglie, c’è GalileoLife: un team di professionisti provenienti da settori diversi – accomunati dall’obiettivo di supportare i farmacisti italiani in una missione ambiziosa, ovvero ristrutturare il concetto stesso di farmacia – ha ottenuto il secondo posto nella categoria Medium. E infine Bari, dove Apuliasoft, azienda di sviluppo software da anni radicata nel territorio, si è aggiudicata l’ottava posizione nella medesima categoria.
Open Fiber e il valore della fiducia, tra performance e benessere
Se quelle pugliesi rappresentano le eccellenze del territorio, a livello nazionale spicca il risultato di Open Fiber. L’azienda – che si occupa della realizzazione dell’infrastruttura in fibra ottica sul territorio nazionale – ha conquistato il decimo posto nella classifica generale, entrando di diritto nella top ten delle prime 15 aziende riconosciute come migliori luoghi di lavoro. L’ingresso in questo novero, spiega l’azienda, è il riconoscimento di un percorso preciso: la costruzione di una cultura organizzativa fondata sulla fiducia. Non una fiducia generica, ma quella che si misura nella qualità delle relazioni interne e nella centralità effettiva delle persone, al di là delle dichiarazioni d’intenti.
I numeri, d’altronde, parlano chiaro. Con un tasso di partecipazione alla survey che ha raggiunto il 97%, l’87% dei dipendenti di Open Fiber ha definito l’azienda un eccellente posto di lavoro. Dati come questi restituiscono l’immagine di un’organizzazione coesa, dove la retribuzione e i benefit – pur rimanendo importanti – sembrano lasciare spazio a fattori più immateriali ma altrettanto incisivi: la trasparenza, la possibilità di contribuire a un progetto dal respiro nazionale e la percezione di essere ascoltati. È quello che Giuseppe Gola, alla guida dell’azienda, ha definito il risultato di una “sana cultura della performance”, una sintesi in cui l’ambizione (Ambition) si combina con l’azione (Action) e la responsabilità (Accountability).
Un trust index in crescita, la correlazione con i conti economici
Il dato forse più rilevante, che emerge dall’analisi complessiva del venticinquesimo anniversario del ranking, è tuttavia di natura aggregata. Le 75 aziende in classifica registrano un Trust Index medio – l’indicatore del clima di fiducia – pari all’85%, in crescita di un punto percentuale rispetto al 2024. Un valore che si discosta nettamente dalla “norma italiana”, che si ferma al 44%, e che evidenzia come la percezione di equità, orgoglio e cameratismo non sia affatto scontata nel panorama lavorativo nazionale.
Ma ciò che rende questi dati interessanti non è solo il benessere organizzativo in sé, quanto la sua correlazione con le performance economiche. L’analisi ha evidenziato come i “best workplaces” italiani abbiano fatto registrare una crescita media dei ricavi del 20% rispetto all’anno precedente. Un dato che assume un peso specifico ancora maggiore se confrontato con l’aumento di fatturato dell’1% fatto registrare dalle organizzazioni italiane appartenenti a industria e servizi. Una forbice che suggerisce come, nel medio periodo, investire nella qualità della vita lavorativa non rappresenti un costo, ma un vero e proprio moltiplicatore di valore.
L’economia sommersa della gratificazione
Cosa rende, allora, un luogo di lavoro davvero desiderabile? Se si srano i dati e si analizzano i commenti dei collaboratori, emergono risposte forse meno scontate di quanto si possa pensare. L’aiuto reciproco e il supporto tra colleghi rappresentano la voce predominante (21%), seguiti dall’atmosfera generale (13%) e dalla collaborazione (12%). Elementi come la flessibilità o l’equilibrio tra vita privata e lavoro – pur richiesti – risultano sorprendentemente in fondo alla classifica delle priorità che rendono “unico” un ambiente di lavoro.
È un meccanismo complesso, in cui la retribuzione, che pure resta la principale richiesta di miglioramento per il 19% dei lavoratori, sembra agire più come fattore igienico che come reale motivatore. A spingere verso l’alto la produttività, insomma, sono la qualità delle relazioni e la fiducia nel management. Per le aziende pugliesi entrate in classifica, così come per Open Fiber, la sfida sarà ora mantenere questo equilibrio, continuando a far crescere il business senza tradire quella cultura organizzativa – fatta di ascolto e di responsabilizzazione – che le ha portate fin qui.




