Parma-Cremonese, un primo tempo da dimenticare: poche emozioni e tanta noia al Tardini
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Redazione Sport
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Il tabellone luminoso dello stadio Ennio Tardini recita 0-0 al termine dei primi quarantacinque minuti, ma a essere fermo, in realtà, è tutto il gioco espresso da Parma e Cremonese in questa prima frazione di gara. Una partita, quella valida per il campionato di Serie A, che stenta a decollare, con le due squadre apparentemente annullatesi a vicenda in una spirale di tatticismo e timore reverenziale. Il pubblico di casa, quello che più sperava in un avvio vivace per spingere i propri beniamini, ha risposto con un coro di fischi al termine di un tempo definibile, senza troppi giri di parole, noioso. Non ci sono state grandi manovre d’attacco, né trame degne di nota se non qualche sporadico sussulto che però non ha mai davvero impensierito i due portieri.
La cronaca di questi primi quarantacinque minuti è presto fatta: appena due tiri per parte, un dato che fotografa alla perfezione la sterilità offensiva mostrata sul rettangolo verde. La Cremonese, dopo un avvio contratto, ha provato a prendere in mano il pallino del gioco, costruendo con pazienza ma senza riuscire a pungere. Il vero brivido per il Parma porta la firma di Jari Vandeputte, l’esterno grigiorosso che, dopo aver riceuto palla, si è involato verso la porta avversaria; nei metri finali, però, il suo slancio si è spento, e il suo tentativo di conclusione si è infranto contro l’intervento decisivo di Zion Suzuki. Poco prima, c’era stato un altro sussulto per la squadra di casa, con un gol annullato a Federico Bonazzoli: la rete, nata da un assist di Alessio Zerbin, è stata giustamente cancellata perché l’ex Napoli era partito in fuorigioco. Una chance, quella, che ha comunque messo in luce qualche difficoltà nella retroguardia ducale.
Sull’altro fronte, il Parma di mister Pecchia fatica a trovare la chiave di volta per superare il muro eretto dagli ospiti. La manovra appare spezzettata, poco fluida, e il centravanti Mateo Pellegrino, che pure rappresenta il terminale offensivo principale, tocca pochissimi palloni. Un dato, quello dei palloni giocati dall’attaccante argentino, che è fin troppo eloquente: solo sei tocchi in tutto il primo tempo, a testimonianza di un isolamento quasi totale dalle dinamiche di squadra. L’unico sussulto degno di nota arriva da lui, quando un rimpallo favorevole gli è capitato a pochi passi dall’area di rigore: il suo tentativo di conclusione, però, si è perso sul fondo, senza impensierire l’estremo difensore avversario.
La novità tattica e i cambi nell’intervallo
Grande attesa, alla vigilia, per l’inserimento di Jacob Ondrejka nella formazione titolare del Parma, una scelta che lasciava presagire una maggiore duttilità tattica, con la possibilità di variare il sistema di gioco a seconda della fase, se difensiva o offensiva. Nel primo tempo, però, la sua presenza non ha inciso come sperato, inserendosi in una manovra corale che ha mostrato più limiti che qualità. Il tecnico del Parma, consapevole della necessità di dare una scossa alla squadra, ha deciso di intervenire subito all’inizio del secondo tempo, effettuando un cambio: fuori Zerbin, dentro Barbieri. Un’alternativa che prova a portare nuova linfa sulle fasce, nella speranza di cambiare l’inerzia di una partita che, per tutto il primo tempo, ha viaggiato su ritmi fin troppo blandi.
Poche emozioni e recriminazioni sugli spalti
La partita, oltre che tatticamente bloccata, è stata caratterizzata da diversi falli che hanno spezzato continuamente il ritmo, impedendo alle due squadre di trovare quella fluidità necessaria per creare pericoli. A metà del primo tempo, un po’ di mischia in area ha acceso gli animi per qualche istante, salvo poi spegnersi in un fallo banale che ha riportato il gioco in zone meno calde. Il pubblico del Tardini, che si aspettava ben altro dalla propria squadra, ha fatto sentire il proprio disappunto non solo al termine della prima frazione, ma anche durante alcuni passaggi a vuoto della manovra. L’impressione è che il Parma abbia sofferto l’aggressività della Cremonese, la quale, dopo un approccio timido, ha preso campo, senza però riuscire a concretizzare il possesso palla in occasioni nitide. La partita è ancora in bilico, ma il primo tempo ha lasciato l’amaro in bocca ai tifosi di casa, che speravano in un approccio decisamente più coraggioso.




