In centosantacinque all’open day vaccinale dell’Asst di Cremona, la prevenzione (finalmente) non cerca casa

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Sono stati numeri, quelli fatti registrare venerdì scorso al Centro Hub di via Dante 134, a restituire il polso di una tendenza – quella della immunizzazione consapevole – che sembra aver finalmente attecchito nel territorio cremonese. L’Asst di Cremona, in occasione della Settimana Mondiale delle Vaccinazioni promossa dall’Organizzazione mondiale della sanità, ha organizzato una giornata ad accesso libero, rivolta principalmente agli over 65, per offrire due scudi specifici: quello contro l’Herpes Zoster (il temuto “Fuoco di Sant’Antonio”) e quello contro lo Pneumococco.

L’alta affluenza, registrata sin dalle prime ore di apertura, ha portato a una copertura operativa che ha soddisfatto pienamente le aspettative dei vertici sanitari. Nelle ore di apertura, complessivamente, sono state 105 le persone che hanno varcato la soglia dell’ambulatorio, un flusso costante che ha permesso agli operatori di somministrare un totale di 181 dosi. Di queste, 99 sono state destinate alla profilassi contro lo zoster, 51 contro il batterio dello pneumococco, mentre le restanti 31 hanno riguardato il richiamo per difterite, tetano e pertosse. L’iniziativa, va detto, ha rappresentato non solo un atto clinico, ma anche un momento di confronto diretto; il personale sanitario, oltre a vaccinare, ha verificato i libretti vaccinali e sciolto i dubbi di una platea che ha mostrato, secondo i referti ufficiali, una crescente attenzione verso i temi della salute pubblica.

L’appello globale che arriva da Ginevra: “Per ogni generazione, i vaccini funzionano”

L’iniziativa cremonese si inscrive perfettamente nel solco della campagna globale dell’Oms, celebrata dal 24 al 30 aprile, il cui tema per il 2026 è “For every generation, vaccines work” – “I vaccini funzionano per ogni generazione”. Una scelta di parole, quella del motto, che sposta volutamente l’attenzione dal singolo soggetto a rischio alla collettività estesa, sottolineando come l’immunizzazione rappresenti un pilastro per la longevità e il benessere a prescindere dall’età anagrafica. Non è un caso, quindi, che le aperture straordinarie abbiano riguardato non solo i grandi anziani, ma – in altre realtà come l’Asl/To4 di Ivrea – anche categorie specifiche come donne in gravidanza o soggetti fragili affetti da patologie cardiache o polmonari.

A Cremona, la scelta di puntare sugli ultrasessantacinquenni risponde a un criterio epidemiologico preciso: l’età avanzata è un fattore di rischio determinante sia per la riattivazione del virus della varicella (che causa lo zoster) sia per le complicanze della polmonite pneumococcica. Le due patologie, se sottovalutate, rappresentano una delle principali cause di ospedalizzazione e perdita di autonomia nella terza età. L’accesso libero, in questo contesto, ha funto da moltiplicatore di consapevolezza, rimuovendo la barriera burocratica della prenotazione che spesso disincentiva i piu anziani.

Un hub di via Dante preso d’assalto, ma la profilassi resta un percorso continuo

La riuscita dell’open day, che ha visto una partecipazione definita “massiccia” dai cronisti locali presenti, non esaurisce tuttavia l’offerta di tutela per i cittadini. Come spiegato dalla direzione della SC Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive, quella di venerdi è stata una vetrina, un modo per “rompere il ghiaccio” con chi magari aveva trascurato i calendari vaccinali. Ma la protezione contro lo pneumococco e l’Herpes Zoster rimane stabilmente disponibile secondo le indicazioni del calendario vaccinale regionale.

Ne consegue che per le categorie a rischio – e in generale per tutti coloro che rientrano nelle fasce d’età previste – la possibilita di ricevere il siero non si chiude con la settimana mondiale. L’invito, dunque, è a contattare i servizi vaccinali dell’Asst per verificare il proprio stato, perche la prevenzione, come dimostrato da questa giornata, paga sempre in termini di qualita della vita. Il confronto diretto con gli operatori ha infatti rivelato come molti fossero incerti sull’opportunita del vaccino, un’incertezza che il contatto umano e professionale ha saputo dissolvere.

Il valore di una scelta: oltre 181 dosi per ritrovare la normalita

Se guardiamo al dato aggregato delle 181 somministrazioni, emerge un quadro di integrazione tra vecchie e nuove abitudini sanitarie. Non si tratta piu, evidentemente, dell’emergenza acuta che ha caratterizzato gli anni passati, ma di una gestione ordinaria e consapevole della fragilita. E’ la normalita ritrovata di un sistema che, quando chiamato in causa con modalita semplici come l’accesso diretto di via Dante, risponde con una presenza numerica e qualificata.

L’Asst di Cremona, forti di questo riscontro, proseguira nel monitoraggio delle coperture, soprattutto per quelle patologie, come lo zoster, il cui dolore neuropatico persistente rappresenta un rischio concreto di isolamento sociale per gli anziani. Non ci sono state code disumane, nè assembramenti caotici, ma un flusso ordinato che ha permesso a ciascuno dei 105 partecipanti di ricevere attenzione personalizzata. E forse, in un’epoca di medicine “mordi e fuggi”, questo vale piu della singola puntura.

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