Crisi climatica, lo studio di Tavoni: “Costa 50 miliardi l’anno”. E il governo Meloni continua a ignorare l’emergenza
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Redazione Esteri
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La crisi climatica non è più un fenomeno da relegare in un futuro lontano; è una realtà che si manifesta quotidianamente nelle bollette energetiche, nella spesa alimentare e nella perdita di posti di lavoro. A ribadirlo, con dati alla mano, è lo studio dell'economista Massimo Tavoni, che ha quantificato in 50 miliardi di euro l'anno il costo dell'emergenza per l'Europa.
Un costo, questo, che colpisce in modo trasversale l'agricoltura, l'edilizia e la manifattura, settori messi in ginocchio da caldo estremo e siccità, con una conseguente contrazione degli investimenti e un'aggravarsi delle disuguaglianze sociali. Fenomeni estremi sempre più frequenti, fiumi che si prosciugano e ghiacciai inarrestabilmente in ritirata sono ormai sotto gli occhi di tutti, a testimonianza di un'emergenza che il Governo Meloni, secondo le opposizioni, continua a sottovalutare.
Il costo economico e sociale di un'estate infinita
Le parole dell'economista Tavoni, riprese dal deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, dipingono uno scenario in cui il clima diventa un fattore economico determinante. Caldo e siccità non sono solo fenomeni atmosferici, ma variabili che influenzano il costo della vita e la salute delle imprese. Mentre l'Italia arranca con i prezzi dell'energia tra i più alti d'Europa, il bilancio delle vittime del caldo estremo raggiunge numeri da record. In Germania, il Robert Koch Institute ha stimato oltre 15.800 decessi legati alle alte temperature da inizio anno, un dato che supera di gran lunga i precedenti record del 2018 e del 2019. Un quadro, quello tedesco, che rappresenta solo la punta dell'iceberg, considerando che le stime sono prudenti e molti decessi, attribuiti a insufficienze organiche, non vengono registrati come correlati al caldo.
L'inerzia del governo e le accuse dell'opposizione
Di fronte a questi numeri, la critica del mondo politico si fa sempre più serrata. Angelo Bonelli, in più occasioni, ha utilizzato immagini forti per denunciare l'inerzia dell'esecutivo, come il video girato nel letto in secca del Po, a Torricella, in provincia di Parma, per evidenziare la gravità della siccità che sta colpendo il Paese. "Di fronte a questa emergenza – ha dichiarato Bonelli – il governo Meloni continua a voltarsi dall'altra parte e a cancellare la crisi climatica dall'agenda politica".
Il co-portavoce di Europa Verde ha inoltre sottolineato la discrepanza tra i fondi stanziati per il clima e quelli destinati alle spese militari, definendo l'approccio del governo come un "climafreghismo" inaccettabile. La posizione del governo, che ha più volte criticato le politiche ambientali europee come l'Ets, ritenendole un freno per la competitività, viene vista dalle opposizioni come una resistenza ideologica di fronte a un'emergenza nazionale che produce danni economici equiparabili a una manovra finanziaria.
L'Europa e il conto salato del caldo record
Le conseguenze letali del caldo estremo non hanno risparmiato il resto d'Europa. Un'analisi del Guardian, ripresa da diverse testate, ha stimato in almeno 35.000 le vittime in eccesso legate alle ondate di calore in Germania, Francia e Spagna, un dato destinato a crescere con il consolidamento dei dati di agosto. Solo in Germania, i decessi legati al caldo nell'estate del 2026 hanno già superato il record del 2018, con 9.600 morti in una sola settimana a fine giugno, quando le temperature hanno superato i 40 gradi.
Oltre al drammatico bilancio umano, si moltiplicano i danni economici: i bassi livelli del Reno e del Danubio stanno paralizzando i trasporti fluviali, mentre il settore energetico e quello agricolo subiscono perdite per centinaia di miliardi di euro. Il 2026 viene indicato dagli economisti come un anno particolarmente critico per la concomitanza di eventi estremi che, sovrapponendosi, ne moltiplicano l'impatto.
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