Massimo Cacciari critica le vittorie di Sinner: "Livello basso, non è Federer o Nadal"
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Redazione Sport
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Massimo Cacciari ha sollevato dubbi sul valore delle vittorie di Jannik Sinner, sostenendo che il livello del tennis odierno si sia abbassato e che il tennista italiano, pur straordinario, perderebbe contro leggende come Roger Federer e Rafael Nadal. Il dibattito nasce dopo l’ultima affermazione di Sinner agli Internazionali d’Italia, un trionfo celebrato alla presenza di Adriano Panatta e del presidente Sergio Mattarella, che ha sancito il primo successo di un italiano nel torneo di Roma dopo cinquant’anni.
La striscia vincente di Sinner e il Career Golden Masters
Jannik Sinner ha consolidato la sua stagione eccezionale aggiudicandosi il sesto titolo consecutivo ATP Masters 1000 agli Internazionali d’Italia, completando così il Career Golden Masters, ossia la vittoria di tutti e nove i tornei di questa categoria, un traguardo finora raggiunto solo da Novak Djokovic. Il tennista italiano ha dimostrato grande continuità anche nei tornei di Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid, confermandosi come protagonista assoluto del circuito maschile, nonostante l’assenza forzata di Carlos Alcaraz.
Reazioni e polemiche: tra elogio tecnico e critica estetica
L’affermazione di Sinner ha suscitato reazioni contrastanti. L’ex tennista Greg Rusedski ha difeso il giovane azzurro, sostenendo che il suo percorso non possa essere definito noioso. Al contrario, Massimo Cacciari ha analizzato la finale di Roma dal punto di vista estetico, definendola "noiosissima" e paragonando la situazione alla "morte del tennis". Paolo Bertolucci, intervenendo sui social, ha commentato con tono ironico la presa di posizione di Cacciari, sottolineando il peso delle osservazioni di esperti del settore.
Confronti inevitabili con i grandi del passato
Il filosofo veneziano ha precisato che, nonostante il dominio di Sinner e la straordinaria striscia di vittorie consecutive, il livello del tennis moderno non raggiunge quello di Federer e Nadal. La stagione dell’azzurro, caratterizzata da cinque successi consecutivi nei Masters 1000 in corso d’anno e dalle vittorie sulla terra rossa di Monte Carlo, Madrid e Roma, rimane comunque impressionante, ma secondo Cacciari evidenzia un calo generale del confronto tecnico con le leggende del passato.




