Il tribunale federale si pronuncia sul caso Trapani Shark, mentre la Basketball Champions League decreta l'esclusione.

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L'agonia sportiva di una delle società più antiche del basket italiano sembra giunta al suo epilogo, mentre i riflettori della giustizia sportiva si accendono su una vicenda che travalica i confini del parquet. La Federazione, infatti, ha chiuso ieri ogni possibile spiraglio continentale per i siciliani, tagliandoli fuori dalla Basketball Champions League con un comunicato che non ammette repliche. Secondo quanto stabilito dall'Articolo 14.5.4 del Regolamento, infatti, un club che perde una partita per forfait o a tavolino durante le fasi dei Play-In e dei Play-Off perde automaticamente l'intera serie. Una norma applicata senza esitazione dopo quella che, nei fatti, è stata una farsa trasmessa in tutta Europa: la sfida contro l'Hapoel Holon, disputata in campo neutro in Bulgaria, si è interrotta dopo soli sei minuti e cinquantasette secondi di gioco, lasciando un'amara beffa per gli abbonati che l'avevano acquistata. Una pagina vergognosa, che ha mostrato al Vecchio Continente le gravissime difficoltà in cui versa il club, già pluri-penalizzato nel campionato domestico e in bilico sulla sua stessa esistenza.

La scure della Champions League e il nodo giudiziario

La decisione della competizione continentale, per quanto drastica, rappresenta soltanto uno dei fronti aperti in questa complessa crisi. Parallelamente, il Tribunale Federale è atteso oggi, mercoledì 7 gennaio, per un verdetto che potrebbe essere altrettanto definitivo. La società è chiamata a rispondere di una possibile dichiarazione mendace presentata in fase di iscrizione alla Serie A, con particolare riferimento a un'autocertificazione nella quale garantiva di essere in regola con tutti i pagamenti di lodi e pendenze finanziarie. Condizione, quest'ultima, irrinunciabile per poter ricevere il via libera alla partecipazione al torneo. Se i giudici sportivi dovessero riscontrare la fondatezza delle accuse, le conseguenze per gli Shark potrebbero essere immediate e irreversibili, segnando il de profundis per un'istituzione della pallacanestro nazionale.

Le ripercussioni a catena e l'ombra sul calcio

Ciò che rende questa vicenda ancor più delicata per l'intero panorama sportivo trapanese è il legame proprietario che unisce la società di basket con quella di calcio. La città, infatti, si trova oggi a tremare per il destino di entrambe le sue compagini di vertice, unite da un medesimo controllo societario. L'ondata di gravissime difficoltà economico-finanziarie che ha travolto gli Shark, culminata nella figuraccia continentale, rischia ora di tracimare e inquinare anche la situazione del sodalizio calcistico, già alle prese con problematiche di non poco conto. Il deferimento del presidente Antonini, per esempio, aggiunge un ulteriore tassello di instabilità a un quadro già estremamente compromesso, sollevando interrogativi pressanti sulla sostenibilità dell'intero progetto.

Una crisi sistemica oltre il risultato sportivo

Al di là delle singole sentenze, ciò che emerge con chiarezza è il profilo di una crisi sistemica. L'immagine della partita interrotta dopo sette minuti, con in campo una squadra ridotta all'osso e incapace di proseguire l'incontro, resta l'emblema di un fallimento gestionale che ha precedenti nella stagione regolare, costellata di penalizzazioni. Un percorso a ritroso che, partendo dall'ultimo atto in Champions League, risale attraverso le inadempienze finanziarie fino al nodo cruciale dell'autocertificazione presentata mesi fa. La vicenda giudiziaria odierna non farà che accertare, in sede sportiva, la veridicità di quei documenti, mentre il danno d'immagine per lo sport cittadino e nazionale è ormai incalcolabile. La perdita della serie con l'Hapoel Holon, sancita dalla Basketball Champions League, non è che il primo, definitivo capitolo di una parabola discendente.

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