Trapani Shark, il tribunale federale assolve il presidente Antonini
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Redazione Sport
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Il tribunale federale, come si evince dal Comunicato Ufficiale numero 377 emesso il 17 dicembre 2025, ha deciso di non adottare alcuna misura disciplinare a carico di Valerio Antonini, presidente della Trapani Shark, che era stato deferito nell'ambito del procedimento numero 86 dello scorso anno. La vicenda, che aveva sollevato non poche polemiche, riguardava l'utilizzo di crediti d'imposta – successivamente dichiarati inesistenti dall'Agenzia delle Entrate – per saldare alcuni obblighi tributari e previdenziali della società, nello specifico le ritenute IRPEF e INPS per i mesi di gennaio e febbraio dell'anno in corso. L'organo giudicante, dopo un'accurata istruttoria, non ha ritenuto di dover sanzionare il dirigente per le presunte violazioni degli articoli 2 e 44 del Regolamento di Giustizia sportiva, chiudendo così un capitolo che aveva tenuto con il fiato sospeso l'ambiente cestistico.
La rivolta dei club contro le accuse a Gherardini
Se da un lato il verdetto del tribunale ha rappresentato un'importante assoluzione per Antonini, dall'altro la società siciliana si è ritrovata al centro di un fuoco incrociato di reazioni da parte delle altre compagini di Legabasket. Quindici club su sedici, in un gesto di compattezza che difficilmente si era visto in precedenza, hanno infatti diffuso un comunicato congiunto per prendere nettamente le distanze dalle posizioni espresse dalla Trapani Shark, le quali avevano preso di mira il presidente della lega, Maurizio Gherardini. Nella nota, i club hanno espresso un pieno sostegno a Gherardini, definendolo una guida "con impegno, professionalità, dedizione" e soprattutto capace di un "assoluto rispetto ed equidistanza delle parti", lavorando esclusivamente per il bene del movimento. Una presa di posizione corale, la loro, che mirava a porre un argine a quelle che sono state percepite come accuse infondate e destabilizzanti.
La replica granata e la difesa della libertà di critica
Di fronte a questa levata di scudi, la risposta del club granata non si è fatta attendere ed è giunta attraverso il proprio canale ufficiale. La Trapani Shark, in un altro comunicato dal tono altrettanto deciso, ha ribadito le proprie posizioni riguardo a Gherardini, rivendicando con forza la legittimità di esprimere critiche in nome della libertà di espressione. Senza entrare nel merito delle singole contestazioni, la società ha invitato gli altri quindici club a concentrarsi piuttosto sui problemi che, a suo dire, affliggono il basket italiano nel suo complesso, indicando implicitamente in quelle questioni il vero banco di prova per chi amministra la lega. Uno scambio di colpi, questo, che ha evidenziato una profonda frattura all'interno del campionato, andando ben al di là della semplice divergenza di opinioni su una singola vicenda amministrativa.
Uno scontro che oltrepassa la sentenza
La giornata di tensione, pertanto, ha delineato due piani distinti ma intrecciati: quello giudiziario, che si è concluso con l'archiviazione del procedimento disciplinare a carico di Antonini, e quello politico-istituzionale, che invece rimane apertissimo. Mentre il tribunale federale ha chiuso il suo esame tecnico-giuridico sul caso dei crediti d'imposta, la frattura tra la Trapani e la stragrande maggioranza della lega appare tutt'altro che sanata. La difesa a oltranza di Gherardini da parte del gruppo dei club, unita alla ferma reazione della società siciliana, dimostra come la partita si gioichi ormai su un terreno di rapporti di forza e di visioni contrapposte sulla governance del basket nazionale, una disputa che la sentenza di assoluzione, per quanto significativa, non è stata in grado di placare.




