Malpensa, il sindaco Sala alza bandiera bianca: «Non faremo più ricorso»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   «Non faremo niente». Con queste parole, secche e definitive, il sindaco di Milano Beppe Sala ha chiuso ieri, 25 aprile, ogni residua porta a un’ulteriore battaglia legale. Rispondendo a chi gli chiedeva se fosse intenzionato a portare la questione dinanzi al Consiglio di Stato, il primo cittadino ha infatti sancito la resa sul fronte dell’intitolazione dell’aeroporto di Malpensa a Silvio Berlusconi. Se anche i tre Comuni cosiddetti “aeroportuali” – Cardano al Campo, Somma Lombardo e Samarate, che avevano inizialmente sposato la linea di Palazzo Marino – dovessero seguire questo esempio, nessun ostacolo si frapporrebbe più al provvedimento dell’Enac. La decisione del Tar, che aveva già bocciato il ricorso, diventa dunque definitiva a tutti gli effetti. «A questo punto verrà intitolato a Berlusconi – ha ammesso Sala – e noi abbiamo fatto semplicemente quello che ci sembrava giusto».

La motivazione della rinuncia e il nodo politico

Sebbene la decisione appaia netta, il sindaco ha tenuto a precisare i contorni della sua azione, cercando di scindere il piano strettamente politico da quello amministrativo. «La nostra azione – ha spiegato Sala a margine di una deposizione di corone per la Festa della Liberazione – non era tanto stata indirizzata da una riflessione politica relativa a chi era Berlusconi». Eppure, è proprio su un dettaglio simbolico che si gioca la sua personale resistenza all’operazione: quello che lui definisce un paradosso. «Il nome di Berlusconi – ha proseguito – legittimamente appare ancora nel simbolo di un partito politico. Per cui noi, di fatto, dedichiamo un aeroporto che è di tutti a un partito. Questo, permettetemi di dirlo, non lo trovo corretto». Nonostante questa convinzione di fondo, che aveva alimentato il ricorso originario assieme agli enti del Varesotto, Sala ha ribadito il principio sacrosanto della separazione dei poteri: «Detto ciò, la giustizia va rispettata senza se e senza ma, e per cui non faremo nient’altro».

La nuova segnaletica prende il volo con l’ok dell’Enac

Con il “cessate il fuoco” dichiarato da Palazzo Marino, la macchina burocratica si è immediatamente rimessa in moto. All’indomani della sentenza del Tar Lombardia che ha dato il via libera definitivo, l’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (Enac) ha già inoltrato una richiesta formale a Sea, la società che gestisce gli scali milanesi. L’ordine è di procedere «con ogni consentita urgenza» alla realizzazione e all’apposizione della nuova segnaletica. Lo scalo di Malpensa sarà presto ufficialmente identificato con la doppia dicitura «Aeroporto Internazionale Milano Malpensa – Silvio Berlusconi», cancellando fisicamente ogni residuo dubbio sulla volontà delle istituzioni centrali di onorare la memoria del fondatore di Forza Italia, scomparso nel 2023. Si tratta di un passaggio dovuto e ormai inevitabile, dato che il pronunciamento del Tribunale Amministrativo Regionale ha spazzato via ogni eccezione sulla presunta violazione delle competenze toponomastiche locali.

Le ragioni del tribunale e la fine della querelle

La resa di Sala, che arriva dopo mesi di tensione giudiziaria, non è frutto di un ripensamento politico, ma di una lettura realistica delle motivazioni espresse dai giudici. Nelle loro argomentazioni, i magistrati avevano infatti chiarito un concetto dirimente: Malpensa non è una semplice piazza di paese. Essendo un’infrastruttura di rilevanza intercontinentale, appartenente al demanio statale e sottoposta alla vigilanza dell’Enac e del Ministero dei Trasporti, l’iter di intitolazione non doveva sottostare alle regole della toponomastica comunale. Una linea dura che ha di fatto smontato le pretese dei quattro Comuni ricorrenti. Ora, mentre il Sindaco si limita a prendere atto della forza della sentenza, la società di gestione Sea è già al lavoro per adeguare i cartelli. Chi arriverà nei prossimi giorni nel Varesotto troverà quindi un aeroporto dal nome nuovo, ma nato da una lunga scia di polemiche istituzionali che, a questo punto, si considerano ufficialmente archiviate.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.