I vip marchigiani, da Magnini a Tamberi, ricordano Giorgio Armani

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Nell’universo moda creato da Giorgio Armani, scomparso ieri all’età di 91 anni, hanno trovato spazio anche atleti di caratura internazionale originari delle Marche, scelti personalmente per incarnare i valori estetici e performativi del brand. Le pose statuarie, degne di un atleta antico, del pesarese Filippo Magnini risalgono al 2007, quando il re della moda lo volle come volto di EA7, ritraendolo con una maestria che richiamava le sculture del Canova. «Magnini condensa potenza, passione e dedizione dell’eroe italiano» fu l’investitura di quello che il nuotatore oggi, a distanza di anni, definisce «un signore di eleganza infinita, unica, non solo nel modo di vestire ma anche nel comportarsi».

L’eredità di Armani, che va ben oltre il cotone delle camicie o il tessuto dei piumini, è rimarcata dalle parole di Pino Gavazzeni, fondatore dell’azienda Bagutta, fornitore storico dello stilista sin dagli anni Ottanta. «Quarant’anni insieme a Giorgio Armani – ha dichiarato – significano raccontare la storia della moda e del made in Italy», sottolineando come, con la sua scomparsa, si chiuda definitivamente un’epoca. Un uomo che «pensava a lavorare», come lo descrive Gavazzeni, amando profondamente il suo mestiere e dedicandovi ogni istante, sempre con grande correttezza e rispetto per il prossimo.

Oltreoceano, dove il presidente Trump ha riconosciuto pubblicamente la sua influenza, i messaggi di cordoglio giunti dagli Stati Uniti evidenziano il rapporto speciale, e ampiamente ricambiato, che Armani nutriva per quel Paese. Tommy Hilfiger, tra gli altri, lo ha ricordato come «una figura iconica che ha ridefinito l’eleganza», la cui visione ha plasmato non solo l’abbigliamento ma anche la stessa comprensione dello stile di vita, estendendosi agli hotel, ai ristoranti e al mondo del cinema.

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