Under 21, poker alla Macedonia e primo posto agganciato: la notte di Empoli è tutta azzurra
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Redazione Sport
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Empoli, una serata che per il calcio italiano vale più di un semplice risultato, ha regalato all’Under 21 una vittoria netta e un sorpasso momentaneo in vetta al girone E. I ragazzi di Silvio Baldini, con un’interpretazione maiuscola della partita, hanno travolto la Macedonia del Nord con un secco 4-0, dimostrando una maturità che spesso, in queste categorie, si fatica a trovare. Il punteggio, già pesante di per sé, racconta solo una parte della storia; la trama, infatti, è stata scritta fin dal fischio d’inizio, con un’aggressività e una precisione negli ultimi sedici metri che hanno lasciato poco spazio agli avversari.
Un avvio fulmineo e un centrocampista ritrovato
Il tabellino si è sbloccato dopo appena tre minuti, un intervallo di tempo così breve da risultare quasi imbarazzante per la difesa ospite. A firmare il vantaggio è stato Cher Ndour, centrocampista della Fiorentina, al secondo centro nel giro di pochi giorni: perfetto nel sincronizzare il suo inserimento sul cross proveniente dalla sinistra di Bartesaghi, l’esterno del Milan. Quel gol, caldo e immediato, ha funto da spartiacque. L’azione, fluida e priva di indecisioni, ha messo subito in chiaro quale fosse il copione della serata: pressione alta, sovrapposizioni costanti e una fame di gol che la Macedonia non ha mai saputo arginare.
La formazione schierata da Baldini, un 4-3-3 dai contorni molto offensivi con il tridente composto da Cherubini, Ekhator e Koleosho, ha trovato in quel momento la giusta alchimia. Non si è trattato di una semplice vittoria di misura, ma di un vero e proprio dominio territoriale. Il possesso palla, gestito con pazienza ma anche con una verticalità inaspettata, ha costantemente messo in difficoltà una retroguardia avversaria apparsa fin da subito fragile nei contrasti e nella lettura delle traiettorie.
La svolta nella ripresa e la gestione del punteggio
Il secondo tempo non ha cambiato la sostanza del match, anzi, l’ha solo certificata. Il raddoppio, arrivato con Lipani, ha definitivamente chiuso ogni possibilità di rimonta per i macedoni. A quel punto, la partita è entrata in una fase di gestione matura, dove l’Italia ha saputo alternare momenti di possesso faticoso a ripartenze fulminee. Baldini, osservando dalla linea di touchline, ha potuto constatare una crescita tangibile rispetto ad altre uscite meno brillanti: la squadra non ha mai perso la bussola, evitando quelle sbavature difensive che talvolta penalizzano i giovani quando si sentono già in controllo.
Il terzo gol è stato un capolavoro di intensità, firmato da Ekhator, mentre il sigillo finale di Fini ha completato l’opera. Il poker, oltre a essere un risultato pesantissimo in termini di differenza reti, rappresenta un segnale preciso inviato alla Polonia, momentaneamente agganciata a quota 18 in classifica. Gli azzurrini, con una gara da recuperare ancora da disputare, si ritrovano così nella posizione migliore per affrontare il rush finale delle qualificazioni agli Europei del 2027, in programma tra Albania e Serbia.
L’approccio tattico e il peso di una generazione
L’aspetto tattico, in questa serata empolese, ha giocato un ruolo determinante. Baldini, costretto a fare a meno di alcuni elementi cardine per scelte legate al turnover o a piccoli acciacchi, ha trovato nel 4-3-3 una struttura solida. I tre centrocampisti hanno alternato fasi di copertura impeccabili a percorsi di inserimento che hanno mandato in tilt le linee avversarie. Il movimento senza palla, soprattutto dei due esterni offensivi, ha costantemente creato superiorità numerica, un dettaglio che ha fatto la differenza contro una squadra, quella macedone, che pur chiudendosi a riccio nei primi minuti, ha dovuto presto abbandonare la propria zona di comfort.
C’è anche un altro aspetto, meno evidente ma altrettanto significativo, legato alla maturità mentale del gruppo. In passato, compagini Under 21 italiane dalle indubbie qualità tecniche hanno faticato a trasformare il gioco in risultati concreti in queste fasi di qualificazione. Qui, invece, la sensazione è stata di una squadra che sapeva esattamente cosa fare in ogni momento della gara. La difesa, guidata da elementi con esperienza già in prima squadra nei rispettivi club, non ha quasi mai rischiato, limitandosi a gestire le rare folate offensive avversarie con la giusta sufficienza.
Il valore del contesto e la classifica che sorride
Il contesto della serata, con l’attenzione mediatica ovviamente catalizzata in larga parte dalla sfida della Nazionale maggiore, poteva rappresentare una distrazione per i giovani. Invece, l’ambiente di Empoli ha offerto una cornice ideale: calda senza essere opprimente, appassionata senza diventare pretestuosa. I ragazzi hanno risposto presente, interpretando l’impegno con la giusta serietà professionale. Non ci sono state sbavature, né quei cali di tensione che spesso caratterizzano le partite contro avversari sulla carta inferiori.
Con questo successo, l’Italia consolida una posizione di primissimo piano nel girone E. Avere agganciato la Polonia – che tra l’altro ha una partita in più all’attivo – rappresenta un vantaggio psicologico non indifferente in vista delle prossime soste. Il percorso verso l’Europeo in Serbia e Albania si fa sempre più nitido, e questa squadra, con un mix di fisicità e qualità tecnica, ha dimostrato di avere le carte in regola per affrontare le prossime sfide con ambizioni elevate. Il 4-0 di Empoli, insomma, non è solo un risultato pesante, ma un’autentica dichiarazione di intenti per il futuro prossimo degli azzurrini.




