Napoli, l’agente Giuffredi accusa Conte: "Tiene i giovani in ostaggio"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il clima già teso per i risultati altalenanti in campionato e in Champions League, oltre che per una lunga serie di infortuni, si carica di ulteriori tensioni dopo le parole dell’agente Mario Giuffredi, il quale, in un’intervista rilasciata a CalcioNapoli24, ha lanciato un attacco frontale contro l’allenatore Antonio Conte. Giuffredi, che fra gli altri segue gli interessi di alcuni giovani del vivaio azzurro, ha espresso con toni aspri il proprio malcontento per la gestione dei suoi assistiti, sostenendo che il tecnico non creda realmente nelle potenzialità dei ragazzi ma li utilizzi solamente quando costretto dalla necessità. Una situazione, questa, che il procuratore ha definito insopportabile, arrivando ad affermare di non essere più disposto a tollerarla.
Le accuse sull’utilizzo dei giovani
Secondo quanto dichiarato da Giuffredi, i fatti parlerebbero in maniera inequivocabile: i giovani calciatori da lui rappresentati, come ad esempio Antonio Vergara, hanno trovato spazio in campo soltanto in seguito all’emergenza infortuni che ha colpito la rosa, rimanendo precedentemente ai margini della squadra. “Se non ci fossero stati tutti questi infortuni”, ha sottolineato l’agente riferendosi a Vergara, “probabilmente non avrebbe mai messo piede in campo”. Una dinamica, questa, che secondo la sua visione si estenderebbe anche ad altri suoi assistiti in organico, i quali si troverebbero in una sorta di limbo, senza un reale progetto sportivo che ne preveda la crescita e l’impiego, ma anche senza la possibilità di andare via, finendo quindi per essere tenuti, a suo dire, “in ostaggio”.
La rabbia del procuratore e il metodo Conte
Il nucleo della polemica ruota attorno alla presunta mancanza di coraggio da parte dell’allenatore nell’affidarsi con continuità alle risorse più giovani della squadra, preferendo invece fare affidamento sui giocatori di esperienza. Giuffredi, nel corso della lunga intervista, non ha utilizzato mezzi termini per esprimere il proprio disappunto, chiarendo di non voler “essere preso in giro” da scelte tattiche che appaiono dettate più dalla forza maggiore che da una convinta progettualità. Pur senza entrare nel dettaglio di eventuali contatti o trattative intercorse con la società, l’agente ha lasciato intendere che la situazione per i suoi rappresentati non sia più sostenibile, visto il mancato minutaggio che, a suo giudizio, meriterebbero.
Un caso che si inserisce in un contesto complesso
Le dichiarazioni di Giuffredi giungono in un momento particolarmente delicato per il club napoletano, alle prese non solo con le difficoltà in campo ma anche con le intricate vicende che hanno riguardato, nella scorsa estate, la posizione del capitano Giovanni Di Lorenzo – anch’egli cliente dello stesso procuratore – e le scelte di mercato. Se da un lato la squadra cerca faticosamente stabilità e risultati, dall’altro emergono tensioni che toccano la gestione del gruppo e il rapporto con le figure che orbitano attorno ai calciatori. La questione sollevata dall’agente, dunque, non è un episodio isolato ma si inserisce in un panorama più ampio di relazioni da ricucire e di equilibri da ritrovare, mentre la stagione prosegue con i suoi impegni e le sue sfide.




