Gears of War: E-Day, la recensione della campagna
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il frammento di trama trattato da questo attesissimo prequel della serie fa parte di uno straordinario universo narrativo transmediale, il cui canone è stato sviluppato per mezzo di videogiochi, fumetti e romanzi, e ci porta nuovamente nel mondo di Sera, all'indomani delle cruente Guerre Pendulum.
Questo violentissimo conflitto planetario ventennale, che ha messo in contrapposizione la Coalizione dei Governi Organizzati e i ribelli dell'Unione delle Repubbliche Indipendenti per il controllo sull'Imulsion, una peculiare e preziosissima sostanza impiegata per produrre energia pressoché infinita, ha letteralmente devastato la superficie planetaria, comportando costi esorbitanti in termini di vite umane e portando la fragile organizzazione sociale sull'orlo del collasso.
La genesi della fratellanza
Gears of War: E-Day non nasce soltanto per mostrare il giorno in cui le Locuste emersero su Sera. The Coalition ha costruito il prequel attorno a un'altra origine, quella del legame tra Marcus Fenix e Dominic Santiago. Il team ha spiegato che la campagna parte da due uomini ancora segnati dalla morte di Carlos Santiago, fratello di Dom e migliore amico di Marcus, e usa proprio quella ferita per raccontare come la loro fratellanza diventerà uno dei pilastri della saga.
La narrazione si concentra su un unico, gigantesco palcoscenico, Kalona, una metropoli fiera e considerata fino a quel momento inespugnabile, dove i protagonisti si convincono inizialmente che l'invasione sia un fenomeno circoscritto, un incubo locale da arginare a tutti i costi per salvare la città.
Una Kalona che racconta la tragedia
La cosa che più colpisce è quanta cura sia stata riposta nel ricreare una Kalona travolta dall'invasione delle Locuste. L'ambientazione è estremamente ricca di dettagli e particolari che raccontano, senza bisogno di una sola parola, i momenti più drammatici e brutali dell'arrivo delle creature dal sottosuolo. Troveremo cadaveri di civili fatti a pezzi nelle loro case ormai messe a ferro e fuoco, con mura divelte, oppure Gears morti dopo aver portato con sé diverse Locuste, come dimostrano i loro cadaveri lì vicino.
File di macchine crivellate di proiettili lungo le strade principali, giocattoli abbandonati durante una fuga e tanti altri piccoli dettagli contribuiscono a mostrare la tragedia. Ogni zona di Kalona racconta il dramma del Giorno dell'Emersione, e man mano che il tempo scorre la città collassa, con nuove Buche di Vermi che si aprono sventrando i corsi principali e interi palazzi che franano modificando irreversibilmente la conformazione della mappa.
Struttura della campagna e aree aperte
Il nuovo Gears of War: E-Day ritorna alle origini della saga per quanto riguarda la struttura della campagna, pur non disdegnando un approccio più innovativo nelle aree aperte come aveva già fatto il quinto capitolo. Ci troviamo di fronte a una storia serrata e piena di avvenimenti, a cui ogni tanto si alternano alcune sessioni in teoria più calme, in cui il gruppo di Gears si ritrova a perlustrare alcuni quartieri di Kalona alla ricerca di superstiti.
La campagna presenta dunque missioni lineari molto simili a quanto accadeva nella prima trilogia e in cui principalmente si massacrano gruppi di Locuste, ma non manca una bella varietà di situazioni e anche di ambientazioni, per quanto il titolo si svolga quasi esclusivamente a Kalona. Ci saranno infatti livelli in cui dovremo difendere una posizione, altri in cui mitraglieremo le forze ostili da un elicottero e momenti più lenti e introspettivi legati ai personaggi principali.
Allo stesso tempo, sono presenti anche delle aree più aperte che potremo esplorare liberamente alla ricerca di missioni secondarie e segreti; al proposito, tornano inoltre i collezionabili, ognuno dei quali ci racconterà ulteriori dettagli su Kalona o sui personaggi del gioco.
L'esclusività Xbox come scelta identitaria
Con Gears of War: E-Day, Microsoft sembra voler riportare la serie alle proprie origini anche sotto il profilo della strategia commerciale. Dopo l'arrivo di Gears of War: Reloaded su PS5, dove non ha fatto sfaceli, molti avevano ipotizzato che anche il nuovo capitolo sviluppato da The Coalition potesse approdare sulla console Sony. Al momento, però, Microsoft ha scelto una strada diversa, confermando Gears of War: E-Day come uno dei pochi titoli first-party destinati a rimanere un'esclusiva dell'ecosistema Xbox, seguendo le nuove direttive della CEO Asha Sharma.
Una decisione che, almeno stando alle parole degli sviluppatori, viene accolta positivamente all'interno di The Coalition. In una recente intervista, il direttore creativo Matt Searcy e lo studio art director Aryan Hanbeck hanno parlato proprio del significato dell'esclusività per il nuovo capitolo. Searcy ha spiegato che Gears of War è profondamente legato all'identità di Xbox e che il team considera un privilegio avere la responsabilità di portare avanti questa eredità: "Ci sentiamo davvero bene, perché Gears è una parte così importante del DNA di Xbox. È intrecciato con essa.
E noi di The Coalition ci sentiamo davvero onorati di avere Gears e di essere quelli che ne portano avanti l'eredità". Lo sviluppatore ha sottolineato anche l'importanza del rapporto personale del team con la serie e con il videogioco in generale, spiegando che l'obiettivo dello studio è stato soprattutto realizzare il miglior Gears possibile, trasformandolo anche in una dimostrazione delle capacità tecniche e artistiche del team.
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