Anteprima Gears of War: E-Day, le prime impressioni sulla campagna del prequel

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SCIENZA E TECNOLOGIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Nel corso del progressivo avvicinarsi del ritorno del franchise di Xbox Game Studios, abbiamo avuto l’opportunità di provare Gears of War: E-Day. Non però mettendo al centro dell’esperienza il multiplayer, oggetto di una recente open beta, bensì la campagna principale del titolo sviluppato da The Coalition e People Can Fly. D’altronde, la tradizione parla chiaro. Il successo di Gears of War è sempre stato legato al suo mix tra avvincenti combattimenti online e testosteroniche storie di resistenza contro le temibili Locuste.

Con E-Day l’intento è altrettanto esplicito: riportare in auge la serie raccontando cosa è accaduto prima degli eventi del capostipite del 2006, ripartendo dalle fondamenta concettuali della saga per ritrovare quel tono cupo, viscerale e claustrofobico che mancava dai tempi del terzo capitolo originale.

Un tuffo nel Giorno dell'Emersione

La versione in anteprima ci ha permesso di testare con mano due momenti distinti della campagna principale, entrambi nel secondo atto della storia. L'aria di Kalona ha il sapore amaro del gesso sbriciolato e della carne bruciata, e non c'è la compostezza della guerra tradizionale, né la solennità delle battaglie campali a cui i soldati della Coalizione dei Governi Organizzati si erano abituati durante i decenni delle Guerre Pendulum.

Dopo essere sopravvissuti alla terribile notte del Giorno dell'Emersione, Marcus Fenix e Dominic Santiago si uniscono alle forze della resistenza umana e formano la Squadra Bravo con l’obiettivo di raggiungere e difendere la città di Kalona.

In questo segmento temporale e narrativo, di importanza capitale per l'economia dell'opera, ci troviamo nelle primissime fasi del conflitto, in un momento storico in cui i COG non sanno ancora cosa stia realmente accadendo sotto i loro piedi; non si conosce la natura dell'incubo, non si sa chi o cosa siano le Locuste, né tantomeno quale sia il loro obiettivo finale.

Un racconto intimista e più umano

L'Atto 2 ci scaraventa nuovamente al fianco dei due eroi storici, insieme a Mags Cartes e Lucas Reyes, i due nuovi innesti della squadra. Ma dimenticate gli eroi stanchi, leggendari e ciecamente cinici che abbiamo imparato a conoscere nel primo Gears of War del 2006: qui troviamo due giovani uomini feriti, stremati da anni di carneficina contro l'Unione delle Repubbliche Indipendenti e ancora incapaci di metabolizzare i traumi delle Guerre Pendulum.

Il legame tra Marcus e Dom è il vero cuore pulsante dell'esperienza narrativa, con il lutto per la perdita di Carlos, fratello di Dom e migliore amico di Marcus, che si rivela una presenza tangibile in ogni silenzio e in ogni linea di dialogo.

The Coalition sembra aver svolto un lavoro straordinario per umanizzare i suoi protagonisti, attraverso una regia cinematografica notevolmente migliorata e un utilizzo sapiente di inquadrature ravvicinate, e la narrazione non usa l'invasione aliena come un mero pretesto per passare da una sparatoria all'altra, ma la trasforma nello specchio di una tragedia umana a grande scala.

Un gameplay che guarda al passato

Il primo capitolo dell'Atto 2 presente nella demo serve da ponte tra la vecchia e la nuova filosofia di gameplay, chiedendoci di liberare un'imponente infrastruttura stradale occupata dalle prime forze d'avanguardia delle Locuste.

Il sistema di copertura che ha ridefinito il genere degli sparatutto in terza persona è vivo e vegeto, ma beneficia di una sensibile evoluzione sul piano della mobilità e del level design: l'architettura del ponte non è più una banale sequenza di muretti disposti in modo artificiale, e le nuove meccaniche di combattimento permettono di sfruttare una verticalità fino a oggi sconosciuta per la saga, rendendo i movimenti estremamente più naturali rispetto al passato.

L'arma iconica della serie, il fucile Lancer con motosega incorporata, si presenta in una versione "primitiva" ma funzionale, e tra le nuove armi spicca il Breechshot, un fucile di precisione Locust che può essere adoperato anche come ascia a due mani.

Un tratto comune alle sezioni oggetto della prova è stata la grande aggressività delle Locuste, che si sono dimostrate da subito ben equipaggiate, vivaci nei movimenti e decisamente aggressive nell’affrontare il giocatore a viso aperto. The Coalition ha lavorato per rendere i nemici più intelligenti e temibili, con Droni in grado di ritirarsi tatticamente, aggirare il giocatore e persino usare granate fumogene per disorientarlo.

Il comparto tecnico appare di assoluto livello per quello che potrebbe essere uno dei candidati a miglior titolo realizzato in Unreal Engine 5, con l’uso intenso dell’illuminazione avanzata Lumen e un'ottima resa estetica generale che fanno da biglietto da visita per il progetto.

La versione di E-Day che abbiamo potuto provare aveva ancora la forma di un work in progress, con diversi elementi ancora da correggere ed integrare come il doppiaggio nelle cutscene e le interazioni con gli NPC durante le missioni. Tuttavia, al netto di una impressione complessivamente positiva, l'attenzione per la cooperazione e per una narrazione più intima e matura lasciano ben sperare per il ritorno di una delle saghe più amate del panorama videoludico, in arrivo il prossimo 6 ottobre 2026 in esclusiva su Xbox Series X|S e PC.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.