Hanno più passione di noi, che guerriere: l'Italia esce dal Mondiale ma incassa i complimenti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   "Che questa sia l'ultima volta che una squadra gioca con più passione di noi nell'arco della partita". Coach Kara Lawson ha lo sguardo severo quando parla alle sue giocatrici nello spogliatoio di Team Usa. Gli Stati Uniti hanno appena tirato un enorme sospiro di sollievo, battendo l'Italia di tre punti. Nessuno se lo aspettava. Ci si crede sempre, certo, ma quella è la squadra più forte del mondo.

E invece per quaranta minuti le azzurre l'hanno costretta a soffrire, tanto che la prima cosa che la coach americana ha rimproverato alle sue campionesse, prima ancora che una serata al tiro disastrosa, è stato il carattere.

La beffa contro l'Australia

Il sogno iridato dell'Italia e della stella bronese Cecilia Zandalasini, alla sua centesima presenza in azzurro, si infrange contro l'Australia, che accede ai quarti di finale della Coppa del mondo in corso di svolgimento a Berlino. La Nazionale scivola addirittura a meno 26, però ha una straordinaria reazione nel corso dell'ultimo periodo di gioco, chiuso con un parziale di 31-13, ma alla fine ad avere la meglio sono le Opals. Si può essere eroi anche solo per un giorno, diceva il famosissimo ritornello di una canzone composta proprio a Berlino nel 1977.

L'Italia è andata vicina a esserlo, ma il ferro del canestro della Uber Arena ha rifiutato il sottomano di Francesca Pasa che sarebbe valso il pareggio e il tempo supplementare. Una beffa incredibile dopo una rimonta forsennata, dal 38-64 al 77-77 e la palla del vantaggio poi vanificata.

Un ritorno atteso trentadue anni

L'Italbasket femminile non partecipava ai Mondiali da 32 anni e nessuna delle giocatrici convocate per questa edizione era ancora nata quando l'Italia calcò l'ultima volta i parquet iridati. La squadra di Andrea Capobianco è arrivata a Berlino forte del bronzo conquistato agli Europei del 2025, un risultato che aveva riportato la Nazionale sul podio continentale dopo anni di assenza dalle zone nobili del basket europeo. Il cammino nel girone aveva visto le azzurre arrendersi di misura agli Stati Uniti, con un punteggio di 52-55, prima della sconfitta con la Cina.

Il terzo posto nel raggruppamento aveva condotto la formazione tricolore allo spareggio contro l'Australia, numero tre del ranking FIBA e bronzo alle Olimpiadi di Parigi.

La reazione nel finale

Capobianco ha confermato per la quarta partita consecutiva il quintetto formato da Costanza Verona, Olbis Andrè, Cecilia Zandalasini, Martina Keys e Sara Cubaj. L'avvio sembrava incoraggiante per le azzurre, portatesi sul 7-4, ma la reazione australiana è stata immediata. Dopo dieci minuti le italiane erano appena a 4/19 dal campo e subivano un parziale di 22-6 che portava le avversarie sul 26-13. Le Opals dovevano fare i conti con l'infortunio del capitano Ezi Magbegor, costretta a lasciare il campo dopo pochi minuti, seconda importante defezione dopo quella di Alanna Smith.

A trascinare le oceaniche è stata una incontenibile Borlase, autrice di 30 punti alla fine.

I numeri di una serata amara

Costanza Verona ha chiuso con il career high in Nazionale, 23 punti, mentre Vittoria Blasigh ne ha aggiunti 13 e Olbis Andrè 11. Per l'umbra Sara Cubaj 6 punti e 8 rimbalzi con buone fiammate nell'ultimo quarto. L'Australia ha tirato 18/22 ai tiri liberi nei primi due quarti, costruendo gran parte del vantaggio dalla lunetta. L'Italia ha completato la rimonta più ampia della sua storia recente, passando da meno 26 al pareggio a 69 secondi dalla sirena grazie a una tripla di Verona. A 24 secondi dalla fine Aokuso ha trovato il canestro del 79-77, mentre Wilson ha realizzato dalla lunetta.

Blasigh ha risposto con una tripla pesantissima che ha riportato le azzurre a un solo punto di distacco, prima dell'ultimo possesso fallito da Pasa. Cecilia Zandalasini ora tornerà negli Stati Uniti, dove sarà impegnata con le Golden State Valkyries.

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