Italia, Scamacca in gruppo con gli azzurri: recupero lampo in vista della finale con la Bosnia
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Redazione Sport
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La Nazionale italiana ha ripreso gli allenamenti a Coverciano dopo la vittoria ottenuta a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, e la seduta di oggi ha regalato a Rino Gattuso un’indicazione positiva che fino a pochi giorni fa sembrava impossibile. Gianluca Scamacca, l’attaccante dell’Atalanta il cui nome era stato inizialmente accostato a un forfait quasi certo per la sfida decisiva di martedì, si è infatti riaggregato al gruppo lavorando in parte con i compagni, segnale inequivocabile di una ripresa fisica più rapida del previsto. Il problema all’adduttore destro, che lo aveva costretto a saltare l’ultima partita di campionato e la semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, sembra dunque rientrato o quantomeno in via di completo riassorbimento, offrendo al tecnico calabrese un’opzione offensiva di peso per la gara che vale un posto nella Coppa del Mondo.
Il rientro di Bastoni e la gestione del gruppo
Insieme a Scamacca, sul campo del centro tecnico federale c’era anche Alessandro Bastoni, il difensore dell’Inter uscito precauzionalmente nella sfida del New Balance Arena. A differenza dell’attaccante bergamasco, il centrale nerazzurro non ha avuto bisogno di programmi di recupero specifici ed è tornato subito a lavorare a pieno regime con il resto della squadra, fugando i dubbi legati a un affaticamento che sembrava poter compromettere la sua presenza per la finale. L’intero gruppo dei convocati, osservato a margine della seduta anche dal presidente federale Gabriele Gravina e dal capo delegazione Gigi Buffon, era quindi a disposizione del ct, un lusso non da poco considerando l’importanza capitale dell’appuntamento di martedì contro la Bosnia-Erzegovina.
Le parole di Gattuso: “Scalare l’Everest”
La vittoria per 2-0 contro l’Irlanda del Nord, arrivata grazie alle reti di Tonali e Kean, ha rappresentato il primo ostacolo superato in questo percorso che l’Italia affronta con la consapevolezza di non potersi più permettere passi falsi. Al termine di quella partita, giocata di fronte a un pubblico attento ma non certo travolgente, il ct aveva utilizzato una metafora efficace per descrivere ciò che attende la squadra a Zenica: “Abbiamo fatto un passettino, adesso dobbiamo scalare l’Everest”. Un’ammissione che da sola restituisce la dimensione della posta in palio, con gli azzurri chiamati a rompere un digiuno che dura ormai dal lontano 2014, anno dell’ultima partecipazione alla fase finale della rassegna iridata.
La sfida di Zenica e il valore dell’esperienza
La Bosnia di Edin Dzeko, avversaria degli azzurri nella finale dei playoff, rappresenta un ostacolo dal profilo completamente diverso rispetto agli irlandesi del Nord. Si tratta di una selezione che vanta elementi di esperienza internazionale e che, come evidenziato dallo stesso Gattuso, gioca con una struttura difensiva solida per poi affidarsi alla qualità dei propri attaccanti. Per l’Italia, che aveva già iniziato a preparare la trasferta con un programma di allenamenti mirati, il recupero di Scamacca garantisce maggiore profondità a un reparto offensivo che dovrà fare a meno degli elementi non convocati. La possibilità di inserire durante la partita un attaccante della fisicità e della capacità realizzativa del giocatore dell’Atalanta potrebbe rivelarsi determinante in una partita in cui ogni dettaglio, dalla gestione della pressione alla lucidità sotto porta, sarà esaminato al microscopio.




