Decreto lampo per il modello Albania

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo italiano, in un tentativo di salvare il cosiddetto "modello Albania", ha adottato un decreto d'urgenza durante il Consiglio dei ministri. Questo decreto, composto da un solo articolo, contiene una lista di Paesi considerati sicuri per i migranti in arrivo. La decisione di trasformare questa lista in legge è stata presa per cercare di metterla al riparo dalle sentenze dei magistrati che, la scorsa settimana, avevano invalidato il precedente provvedimento.

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, ha dichiarato che è molto probabile che i giudici disapplicheranno anche questo decreto. Tuttavia, il governo ha scelto di procedere con questa misura, considerandola una riduzione del danno, poiché evita la deflagrazione di un problema più ampio. La lista dei Paesi sicuri è stata ridotta dai 22 originari a 19, con l'eliminazione di Camerun, Colombia e Nigeria, una mossa che dimostra una certa disponibilità al dialogo, soprattutto considerando che i primi due Paesi hanno un tasso d'immigrazione molto basso.

Gianfranco Schiavone, esperto di migrazioni e socio dell'Associazione studi giuridici sull'immigrazione (Asgi), ha sottolineato che, nonostante l'approvazione del decreto, il diritto europeo in materia di asilo continua a prevalere. Pertanto, i giudici potranno continuare a decidere di non convalidare i trattenimenti alla luce delle sentenze della Corte di giustizia europea.

Il decreto è stato approvato in tempi record, nel giro di mezz'ora, e rappresenta una misura pragmatica per cercare di vincolare i giudici a un elenco preordinato di Paesi sicuri.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.