Decreto lampo per salvare il modello Albania
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Redazione Interno
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Il governo italiano, in una mossa rapida e decisa, ha adottato un decreto per cercare di salvare il modello Albania, un sistema che prevede l'accoglienza dei migranti in centri situati in Albania. Questo decreto, approvato in Consiglio dei ministri, contiene una lista dei Paesi considerati sicuri per i migranti in arrivo, trasformando tale lista in una legge. L'obiettivo è quello di mettere al riparo il modello dalle sentenze dei magistrati che, la scorsa settimana, avevano invalidato alcune delle misure previste.
Alfredo Mantovano, poco prima del Consiglio dei ministri, ha espresso chiaramente la sua opinione: è molto probabile che i giudici disapplicheranno anche questo decreto. Si tratta di un solo articolo che include la lista dei Paesi sicuri, evitando così l'intreccio normativo complesso e ostile alle toghe che era stato ipotizzato in precedenza. Questa scelta rappresenta una riduzione del danno, poiché evita la deflagrazione di un conflitto istituzionale più ampio.
Il decreto, definito lampo per la rapidità con cui è stato deciso e approvato, non va oltre quanto previsto: la trasformazione in norma primaria della lista di Paesi considerati sicuri dall'Italia. Dai 22 Paesi originari ne sono stati cancellati tre: Camerun, Colombia e Nigeria. Questa decisione è stata interpretata come una prova di disponibilità al dialogo, considerando che almeno nei primi due casi si tratta di Paesi a bassissimo tasso di immigrazione verso l'Italia.
Gianfranco Schiavone, esperto di migrazioni e socio dell'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), ha sottolineato che, nonostante il decreto, il diritto europeo in materia di asilo continua a prevalere.




