Carlo Calenda riconfermato segretario di Azione nel secondo congresso nazionale
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Redazione Interno
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Roma è stata teatro del secondo congresso nazionale di Azione, che ha visto la riconferma di Carlo Calenda alla guida del partito. Un appuntamento cruciale, svoltosi nel fine settimana, al quale hanno preso parte i delegati della provincia di Cremona, Andrea Segalini e Gianmarco Lari, eletti durante il congresso provinciale dello scorso febbraio. Tra gli ospiti intervenuti, spiccavano i nomi dell’attuale presidente del Consiglio Giorgia Meloni, degli ex premier Paolo Gentiloni e Mario Monti, e della vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno.
Meloni, presente durante l’intervento di Calenda, ha colto l’occasione per rivolgere un attacco alla segretaria del Pd Elly Schlein, chiedendosi se il suo modello di Europa fosse quello di una «comunità hippy». Pur definendola un’avversaria, Calenda aveva sottolineato l’importanza del dialogo, concetto ribadito dalla stessa Meloni, che ha osservato come un confronto politico ordinario possa ancora suscitare scalpore. «Forse dovremmo interrogarci sul perché», ha aggiunto, in un tono che ha mescolato ironia e provocazione.
Nel suo discorso conclusivo, Calenda ha definito «coraggiosa» la scelta della premier di partecipare al congresso, riconoscendo che non si trattava di una platea favorevole. Un parallelo è stato tracciato con la sua stessa presenza al congresso della Cgil, dove l’accoglienza non era stata delle più calorose. Le critiche, invece, sono state riservate a Giuseppe Conte e Matteo Salvini, mentre Gentiloni è stato indicato come «premier ideale», un giudizio che non ha mancato di attirare l’attenzione.
Riccardo Magi, rappresentante di +Europa, ha commentato la partecipazione di Meloni come un segnale di «disponibilità inedita», pur ricordando che il vero dialogo dovrebbe svolgersi in Parlamento, dove spesso, a suo dire, ci si scontra con un muro invalicabile. Ha inoltre espresso perplessità sui toni usati dalla leader di FdI, in particolare riguardo ai riferimenti a «burocrati, migranti e uscita dall’euro», giudicati sorprendenti.




