Il giallo del cuore di McTominay e i nodi a centrocampo del Napoli: l’aritmia che cambia i piani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non sono le vesciche, stavolta, a tenere banco nel destino di Scott McTominay, bensì un’aritmia cardiaca che impone un intervento chirurgico e, di riflesso, getta un’ombra lunga sulla gestione della rosa da parte del Napoli. Il centrocampista scozzese, trascinatore nello scudetto vinto due stagioni or sono sotto la guida di Conte, si sottoporrà a un’operazione martedì prossimo a Liverpool, un’assenza che rischia di complicare non poco i piani della società partenopea in un momento già di per sé delicato sul piano della pianificazione tecnica.

La notizia, filtrata in queste ore, solleva interrogativi che vanno ben oltre il singolo intervento clinico, toccando le corde più profonde di una strategia di mercato che molti, osservatori e tifosi, non esitano a definire come la peggiore dell’era De Laurentiis, caratterizzata da un’eccessiva e talvolta miope operazione di sfoltimento che ha privato la squadra di alternative valide in previsione di emergenze come quella che oggi si presenta concretamente.

Un’operazione a Liverpool e il rebus del contratto in scadenza

L’intervento chirurgico per risolvere la lieve aritmia che ha condizionato le prestazioni e la continuità fisica del giocatore nelle ultime settimane rappresenta, di fatto, uno spartiacque. McTominay, approdato al Napoli dopo una lunga militanza nel Manchester United, ha trovato nella piazza partenopea la sua dimensione ideale, diventando un elemento imprescindibile per la mediana e uno dei migliori interpreti del campionato italiano in quella posizione.

Eppure, l’accordo che lega lo scozzese al club azzurro è destinato a scadere nel 2028, un termine che rende i mesi a venire decisivi per il futuro di un calciatore che ha ormai superato la soglia dei ventinove anni.

La concomitanza tra il problema fisico, che costringerà McTominay a uno stop forzato, e la finestra contrattuale che si apre per il rinnovo o una possibile cessione, crea un cortocircuito gestionale che la dirigenza dovrà affrontare con prontezza, anche perché sul tavolo non c’è solo la gestione del presente, ma la pianificazione di un centrocampo che dovrà fare a meno del suo faro per un periodo ancora da definire con esattezza.

Allegri e le soluzioni per un centrocampo senza il faro scozzese

La sfida che attende l’allenatore del Napoli, chiamato a supplire all’assenza di McTominay nelle prossime e cruciali partite contro Inter e Arsenal, si gioca tutta nella capacità di riplasmare la mediana senza stravolgere l’equilibrio della squadra. L’idea di una staffetta tra Vergara e De Bruyne per affiancare Lobotka e Anguissa nel consolidato 4-3-3 è una delle ipotesi principali che emergono dalle riflessioni tecniche, anche se il salto di qualità e la continuità del gioco rischiano di essere compromessi.

Tuttavia, l’alternativa più affascinante, e forse più rischiosa, sembra essere quella di un doppio playmaker, con Lobotka e Gilmour a dettare i tempi davanti alla difesa, mentre De Bruyne verrebbe impiegato in una posizione più avanzata per servire le ali e creare superiorità numerica nella trequarti.

Questa soluzione, che ricorderebbe per certi versi le geometrie di alcuni dei migliori Napoli del passato recente, consentirebbe alla squadra di non rinunciare alla qualità del palleggio e di trasformare l’assenza di McTominay in un’opportunità per variare lo spartito tattico a partita in corso, magari sfruttando la maggiore mobilità di un centrocampo più leggero e imprevedibile.

Al di là delle speculazioni tattiche, la vicenda McTominay mette in luce un problema strutturale che il Napoli si trova a dover affrontare e che era già stato paventato nei mesi scorsi, quando le cessioni di diversi calciatori considerati eccedenti avevano sollevato più di una perplessità.

L’aver snellito la rosa senza badare alla potenziale utilità di alcuni elementi in caso di emergenza si sta rivelando un boomerang, perché oggi la coperta, per usare un luogo comune, è improvvisamente corta e la mancanza di una risorsa affidabile in un ruolo chiave come quello di mezzala potrebbe costare caro nel doppio impegno di campionato e coppe.

Le scelte di mercato, spesso discusse per la loro linearità e per la decisione di privarsi di pedine duttili, tornano alla ribalta in modo problematico, alimentando quelle critiche che individuano in questa strategia la principale responsabile di una rosa numericamente adeguata ma forse troppo fragile nelle sue seconde linee per affrontare un calendario fitto di impegni e infortuni come quello che attende gli azzurri nelle prossime settimane.

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