Condizioni dell’ex deputato M5S, miglioramento dopo l’intervento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le condizioni dell’ex deputato M5S Alessandro Di Battista stanno migliorando dopo l’intervento chirurgico eseguito a Cuba. Una fonte medica ha riferito all’ANSA che il decorso post-operatorio sta procedendo «abbastanza bene», indicando un’evoluzione favorevole rispetto alla fase immediatamente successiva all’operazione. Il paziente resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’Hospital Clínico Quirúrgico Hermanos Ameijeiras, a L’Avana, dove prosegue l’assistenza sanitaria prevista dopo l’intervento. Dal personale medico non sono invece arrivate indicazioni sui tempi necessari prima di un eventuale ritorno in Italia.

Dal malore al trasferimento nella capitale cubana

Il ricovero era iniziato nella serata del 28 agosto a Santa Clara, dove l’ex parlamentare si trovava durante un viaggio legato alla preparazione di reportage giornalistici. Dopo il malore era stato sottoposto ad accertamenti nella struttura locale e successivamente trasferito nella capitale cubana. Al suo arrivo nella nuova struttura sanitaria era lucido e in grado di rispondere alle domande di medici e infermieri, mentre venivano controllati i principali parametri vitali e avviate ulteriori visite specialistiche. In quei giorni era giunta sull’isola anche un’équipe sanitaria del Policlinico Gemelli, composta da un neurochirurgo e un rianimatore, per affiancare i sanitari impegnati nella gestione del caso.

Un primo trasferimento verso Roma era stato programmato con un’aeroambulanza, con costi coperti dalla compagnia assicurativa presso la quale era stata stipulata una polizza. Il programma è però cambiato durante il percorso verso l’aeroporto: un peggioramento delle condizioni ha portato all’annullamento della partenza e al ritorno in ospedale. È stato quindi deciso l’intervento chirurgico eseguito il 5 settembre, circostanza che ha fatto slittare il viaggio previsto verso il Policlinico Gemelli. Nei giorni successivi l’ex deputato è rimasto sedato e assistito in terapia intensiva, mentre i sanitari attendevano l’evoluzione del decorso per poter definire con maggiore precisione il quadro clinico.

Il possibile rientro in Italia e la prudenza sui tempi

Con il miglioramento della fase successiva all’operazione ha iniziato a prendere forma anche l’ipotesi di una nuova partenza. Fonti parlamentari citate da Adnkronos hanno indicato venerdì 11 settembre come possibile data per lasciare l’isola, ma si tratta di una prospettiva che non coincide con una tempistica comunicata dai sanitari. La fonte medica interpellata dall’agenzia non ha infatti fornito dettagli su quando il viaggio potrà effettivamente avvenire. Le due indicazioni restano quindi su piani differenti: da una parte l’ipotesi relativa all’organizzazione del trasferimento, dall’altra l’assenza di un via libera clinico accompagnato da una data precisa.

Nel corso della degenza l’associazione Schierarsi ha chiesto discrezione e prudenza nella diffusione degli aggiornamenti. Dopo giorni caratterizzati da poche comunicazioni, l’organizzazione ha fatto sapere che il fondatore sta affrontando nel migliore dei modi la fase successiva all’operazione e ha espresso il desiderio di tornare alle proprie attività. Nello stesso messaggio sono stati ringraziati i medici cubani per il lavoro svolto e, in particolare, il reparto di Neurochirurgia della struttura che lo ha assistito. Un riconoscimento è stato rivolto anche alle autorità italiane, all’Unità di Crisi della Farnesina e all’ambasciatrice Simona De Martino per l’assistenza garantita durante la gestione sanitaria e organizzativa, oltre alle autorità locali per il supporto assicurato durante il ricovero.

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