L'Unione europea potenzia la sua rete di fabbriche di intelligenza artificiale
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Redazione Economia
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La Commissione europea ha avviato una significativa espansione dell'infrastruttura dedicata all'intelligenza artificiale, annunciando l'istituzione di sei nuovi stabilimenti e di tredici antenne che andranno a integrare la rete esistente. Questo ampliamento, che porta a diciannove il numero totale delle fabbriche operative in sedici Stati membri, rappresenta una mossa strategica per consolidare le capacità tecnologiche del continente. Le nuove strutture, che sorgeranno in Repubblica Ceca, Lituania, Paesi Bassi, Romania, Spagna e Polonia, avranno il compito primario di fornire a start-up, piccole e medie imprese e all'industria in generale un accesso diretto a supercomputer ottimizzati per l'IA, oltre a competenze tecniche specializzate e a un sostegno su misura. L'iniziativa, che si inserisce in un quadro di azione più ampio, mira a sviluppare e diffondere soluzioni avanzate, cercando di colmare il divario con altre potenze globali.
Le strategie "Apply AI" e "AI in Science"
Parallelamente al potenziamento della rete infrastrutturale, l'Unione europea ha lanciato due distinti piani strategici per accelerare l'adozione dell'intelligenza artificiale. La strategia "Apply AI", definendo modalità operative precise, si propone di dare una decisa spinta all'utilizzo di questa tecnologia non solo nell'ambito industriale ma anche in quello della pubblica amministrazione. L'altro pilastro, la strategia "AI in Science", è invece focalizzato specificamente sul mondo della ricerca scientifica, con l'obiettivo di sfruttare le potenzialità dell'IA per favorire scoperte e innovazioni. La vicepresidente esecutiva Henna Virkkunen, presentando i due programmi, ha parlato esplicitamente di "un altro chiaro passo avanti per rendere l’Ue un vero continente dell’intelligenza artificiale", segnalando una volontà politica di imprimere una svolta.
Un contesto di partenza che richiede un'accelerazione
Il punto di partenza da cui muove questa ambiziosa iniziativa è delineato da dati che evidenziano un ritardo da recuperare: attualmente, infatti, soltanto il 13,5% delle imprese e una percentuale analoga, il 12,6%, delle piccole e medie imprese europee fa uso di sistemi di intelligenza artificiale. La "Apply AI Strategy", presentata l'8 ottobre 2025, si configura dunque come un piano operativo concreto per far penetrare l'IA in modo umano-centrico e affidabile, in piena coerenza con quanto stabilito dall'AI Act, all'interno dei settori chiave dell'economia e della macchina statale. L'intenzione dichiarata è quella di accelerare i tassi di adozione e di produttività, agendo su un duplice fronte per rafforzare la competitività generale e la sovranità tecnologica dell'Unione.
La visione di un'Europa "AI-first"
Con questa duplice azione, che combina il potenziamento delle risorse materiali con l'elaborazione di indirizzi strategici settoriali, l'Unione europea sembra aver imboccato con decisione la strada di una politica "AI-first". L'approccio integrato, che punta a garantire che l'Europa rimanga all'avanguardia, promuove l'utilizzo dell'intelligenza artificiale in campi ritenuti fondamentali per lo sviluppo futuro. L'accesso facilitato a risorse di calcolo e a competenze, di cui potranno beneficiarne in particolare quelle realtà aziendali che tradizionalmente incontrano maggiori barriere, costituisce uno degli elementi cardine di un disegno più ampio, volto a creare un ecosistema favorevole all'innovazione.




